La Francia riconosce l'opposizione libica. Berlusconi: Italia schierata con Ue e Nato
Parigi, 10 mar. (Adnkronos/Ign) - La Francia ha riconosciuto oggi l'opposizione libica del Consiglio nazionale di transizione come unico "rappresentante legittimo" del Paese. Il riconoscimento è stato annunciato dagli stessi emissari dell'organismo libico, che oggi sono stati ricevuti all'Eliseo dal presidente francese Nicolas Sarkozy. Il Cnt aprirà una rappresentanza diplomatica a Parigi e a Bengasi arriverà un ambasciatore francese, in attesa di potersi trasferire a Tripoli.
La Francia si pone così come il primo paese a riconoscere l'opposizione libica. Un passo che giunge alla vigilia del vertice straordinario della Ue domani a Bruxelles, in occasione del quale Sarkozy intende presentare "un piano globale" sulla crisi libica.
Dall'Italia il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sottolinea che la posizione della Francia per il riconoscimento degli insorti libici ''è la posizione di un singolo Paese''. ''E' meglio sentire la posizione di tutti i Paesi - spiega il premier -. Domani si riunirà il Consiglio Europeo e l'Italia si schiererà con la Ue e con la Nato''.
Il Parlamento europeo ha chiesto in una risoluzione approvata a larga maggioranza il riconoscimento ufficiale da parte dell'Ue del Consiglio nazionale libico. Sì anche ad un'eventuale no-fly zone ma di concerto con Onu, Unione Africana e Lega Araba. Per Strasburgo, poi, va applicato il principio di solidarietà per l'emergenza immigrazione. Su richiesta in particolare dei deputati italiani e maltesi e vincendo le resistenze di alcune delegazioni nazionali, la risoluzione dell'Europarlamento chiede la "condivisione della responsabilità nel controllo delle frontiere".
A Bruxelles il ministro degli esteri ungherese Janosz Martonyi, il cui paese detiene la presidenza di turno del Consiglio Ue, ha affermato che, dopo gli incontri avvenuti ieri a Strasbrugo tra i rappresentanti dell'opposizione al regime di Gheddafi al Parlamento Europeo e con l'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, i 27 hanno "di fatto" già riconosciuto il Consiglio di transizione libico.
La presidenza ungherese di turno dell'U ha anche annunciato che il Consiglio europeo ha adottato oggi in modo formale l'estensione delle sanzioni congelando anche gli asset delle società legate al regime libico.
L'Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune Catherine Ashton ha spiegato che l'obiettivo degli ultimi incontri è quello di "raccogliere più informazioni possibili" su quella che è la situazione e, in base a queste, prendere poi una decisione per "trovare il metodo più efficace per mettere un termine alle violenze".
Oggi l'emissario di Muammar Gheddafi, Mohamed Tahir Siala, ha incontrato il vice ministro degli Esteri di Atene, Dimitris Dollis. Una fonte del ministero degli Esteri greco ha precisato che Dollis ha chiesto all'emissario libico di prendere le misure necessarie per evitare un bagno di sangue e di rispettare le risoluzioni dell'Onu.
Intanto in Germania il ministro dell'Economia tedesco, Rainer Bruderle, ha ordinato oggi il blocco immediato dei conti della banca centrale di Tripoli e del fondo statale libico presso gli istituti di credito tedeschi. Mentre Mosca ha bloccato la vendita di armi, munizioni ed equipaggiamento militare al regime del Colonnello.
Il Segretario generale dell'Alleanza Atlantica Anders Fogh Rasmussen ha affermato che serve una ''necessità dimostrabile'' per giustificare un intervento della Nato nella crisi libica. Inoltre, Rasmussen ha parlato di basi legali chiare e di un fermo sostegno della regione come presupposti per un intervento.
Da parte sua il leader del Consiglio Nazionale di Transizione libico, Mustafa Abdel Jalil, in un'intervista al quotidiano tedesco 'Die Welt', ha chiesto alla comunità internazionale l'istituzione della "no-fly zone" sui cieli della Libia per fermare i raid. "Ma non vogliamo la presenza di truppe straniere nel nostro paese", ha precisato.
