Città del Vaticano, 11 mar. (Adnkronos/Ign) - Anche nell'ambito politico è necessario che i poteri siano ''limitati, si controllino reciprocamente'' e che ''alla loro guida vi sia alternanza''. E' quanto si afferma nel documento conclusivo delle Settimane sociali promosse dalla Cei, presentato questa mattina nella sede della Radio Vaticana. Erano presenti monsignor Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente del Comitato scientifico, Edoardo Patriarca, segretario dello stesso organismo, Franco Pasquali, membro del comitato scientifico e segretario generale della Coldiretti, monsignor Domenico Pompili, portavoce Cei e sottosegretario della Conferenza episcopale. Il documento descrive ''le forme sociali'' come ''plurali e non uniformi'' quindi si spiega che ''l'ordine sociale'' deve essere ''poliarchico, sino a consentirci di parlare anche di un bene comune fatto di più beni comuni, la cui cura non può mai essere affidata a un solo tipo di istituzioni, neppure politiche, né a pochi o ristretti gruppi di individui''. ''Semmai - prosegue il testo - come recentemente ricordato da Benedetto XVI, la via che occorre percorrere nelle ricerca degli assetti sociali in generale e anche all'interno di ciascun ambito particolare, a cominciare da quello politico, è quella di poteri limitati, che si controllano reciprocamente, alla cui guida ci sia alternanza, e sull'esercizio dei quali il giudizio è rimesso ai cittadini''. ''La libertà religiosa - si sottolinea - è il cardine di questa forma di governance, poliarchica e a molti livelli, e di quel consenso etico di fondo di cui ogni società necessita''. Nel documento si rileva poi che il Paese ha bisogno di una riforma elettorale che restituisca potere all'elettore e che affermi, fra l'altro, il criterio dell'ineleggibilità di chi ha pendenze con la giustizia. ''In maniera convinta ci si è pronunciati - spiega il documento - per la revisione della legge elettorale a tutti i livelli e per tutte le istanze. Occorre dare all'elettore un reale potere di scelta e di controllo. Bisogna anche affrontare la questione del numero dei mandati e dell'ineleggibilità di quanti hanno pendenze con la giustizia''. ''Il nodo della forma di governo - si legge nel testo - è stato affrontato in coerenza con la richiesta di restituire il potere di scelta ai cittadini-elettori. Non è sfuggito il rilievo costituzionale del tema. La Costituzione italiana è frutto di un'esperienza esemplare di alto compromesso delle principali culture politiche del Paese. Eventuali modifiche non devono stravolgerne l'impianto fondante, definito anzitutto nella prima parte''. Infine la richiesta che vi sia maggiore democrazia interna nei partiti politici e che vengano resi pubblici i loro bilanci. ''Serve una decisa spinta verso una maggiore democrazia nei partiti - si afferma nel documento - Come sosteneva già don Luigi Sturzo, c'è bisogno di una legge, coerente con i correttivi che vanno apportati alla legge elettorale e alla forma di governo, che disciplini alcuni aspetti cruciali della vita dei partiti, prevedendone la pubblicità del bilancio e regole certe di democrazia interna''. Quanto alla riforma della giustizia, ha detto Patriarca, ''non è nostro compito intervenire sulla discussione in corso, tuttavia l'impostazione della nostra Costituzione è una cornice feconda e ricca che può dare ancora molto a questo Paese, questo è quanto è emerso anche dal dibattito alle Settimane sociali''.