Roma, 11 mar. (Adnkronos) - ''La riforma non è una crociata contro la magistratura e la magistratura non deve fare una crociata contro la politica e crediamo anche che in una democrazia che funziona i poteri esecutivo, legislativo e giudiziario debbano collaborare e giocare insieme la stessa partita per una grande squadra che si chiama Stato''. Angelino Alfano, al Tg1, parla del testo di riforma approvato ieri dal Cdm. Il Guardasigilli nega che sia una riforma per il premier Berlusconi, perché ''noi la stiamo facendo per i cittadini''. ''Quando la riforma sarà entrata in vigore- sottolinea il ministro della Giustizia - gli italiani potranno contare su un giudice realmente equidistante''. E poi, insiste, cone la riforma ''si conclama il diritto dei cittadini, che dovessero aver patito un danno ingiusto, di fare azione per avere il giusto risarcimento''. Quanto alla reazione durissima delle toghe sottolinea: ''L'Anm è un sindacato ed esprime una protesta, mentre noi facciamo una proposta. Capisco le loro ragioni, probabilmente sono corporative perché tocchiamo qualche privilegio delle correnti dell'Anm''. Mentre ''non comprendo le opposizioni che dicono no. C'è un testo, - sottolinea - si parla da 20 anni di riforma della giustizia, il Parlamento sarà chiamato a confrontarsi. E se il Pd non condivide la nostra riforma, ci faccia sapere la sua idea, ne parleremo serenamente in Parlamento''. Quindi, afferma con sicurezza il Guardasigilli, ''approveremo la riforma della giustizia entro la fine della legislatura''. ''Mancano due anni alla fine della legislatura - spiega Alfano - sono 18 articoli, e in due anni anche con le forme dell'articolo 138 della Costituzione, che prevede più letture, comunque 18 articoli si possono approvare, e dunque ce la faremo entro questa legislatura''. ''Se otterremo la maggioranza qualificata, cioè i due terzi, la riforma entrerà subito in vigore - precisa il ministro - se non otterremo i due terzi si potrà proporre il referendum e a quel punto saranno i cittadini a pronunciarsi e a giudicare''. ''Ma c'è un grande vantaggio - conclude Alfano - Noi offriamo un'occasione al Parlamento e poi ai cittadibni per decidere sulla giustizia. Se loro hanno a cuore una giustizia moderna che si avvicini a tutti i sistemi occidentali, questa è la strada giusta''.