Papa: "I flussi migratori non stravolgano la tradizione culturale e religiosa italiana"
Città del Vaticano, 12 mar. (Adnkronos/Ign) - Di fronte ai grandi flussi migratori che interessano anche il nostro Paese, è necessario coniugare i principi di solidarietà e quello del rispetto della legge, anche per evitare che i nuovi arrivati stravolgano la tradizione culturale e religiosa del Paese e la convivenza sociale. Lo ha sottolineato il Papa ricevendo in udienza i membri dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani nella Sala Clementina in Vaticano.
''Oggi la cittadinanza si colloca - ha spiegato il Pontefice - nel contesto della globalizzazione, che si caratterizza, tra l'altro, per i grandi flussi migratori. Di fronte a questa realtà, come ho ricordato sopra, bisogna saper coniugare solidarietà e rispetto delle leggi, affinché non venga stravolta la convivenza sociale e si tenga conto dei principi di diritto e della tradizione culturale e anche religiosa da cui trae origine la Nazione italiana''.
''Questa esigenza - ha aggiunto - è avvertita in modo particolare da voi che, come amministratori locali, siete più vicini alla vita quotidiana della gente. Da voi si richiede sempre una speciale dedizione nel servizio pubblico che rendete ai cittadini, per essere promotori di collaborazione, di solidarietà e di umanità''.
Il Papa ha quindi ricordato ai sindaci che nel momento in cui si celebra l'anniversario per i 150 anni dell'unità d'Italia, Comuni e parrocchie possono costruire insieme una ''comunità fraterna''. ''E' sempre vivo anche oggi - ha detto Benedetto XVI - il bisogno di dimorare in una comunità fraterna dove, ad esempio, parrocchia e comune siano ad un tempo artefici di un modus vivendi giusto e solidale, pur in mezzo a tutte le tensioni e sofferenze della vita moderna''. ''La molteplicità dei soggetti, delle situazioni - ha aggiunto Ratzinger - non è in contraddizione con l'unità della nazione, che è richiamata dal 150° anniversario che si sta celebrando''.
E i "principi che consentono questa armonica compresenza tra unità e pluralità - ha affermato il Pontefice - sono quelli di sussidiarietà e di solidarietà, tipici dell'insegnamento sociale della Chiesa. Tale dottrina sociale ha come oggetto verità che non appartengono solo al patrimonio del credente, ma sono razionalmente conoscibili da ogni persona''.
Nell'ambito del principio di sussidiarietà, le ''istituzioni pubbliche statali, regionali, provinciali e comunali'' dovrebbero sostenere le tante ''realtà ecclesiali'' presenti sul territorio che svolgono attività sociali, come "le parrocchie, gli oratori, le case religiose, gli istituti cattolici di educazione e di assistenza". E "auspico - ha aggiunto il Papa - che tale preziosa attività trovi sempre un adeguato apprezzamento e sostegno, anche in termini finanziari''.
