Tokyo, 12 mar. (Adnkronos) - Il giorno dopo la violentissima scossa di terremoto e lo tsunami che ne è seguito, in Giappone si contano le vittime e si cerca di portare soccorso ai sopravvissuti. Il timore è che il bilancio possa arrivare a 1600 morti. Le vittime accertate riportate dalla polizia sono 564, secondo l'agenzia stampa Kyodo, ma altri 500 corpi sono stati rinvenuti in diverse aree e i dispersi sono almeno 600. La squadre di soccorso dell'esercito giapponese - riferisce la televisione pubblica Nhk - hanno trovato tra i 300 e i 400 corpi a Rikuzentakata, città costiere della prefettura di Iwate, che è stata investita dall'enorme onda di tsunami di ieri. E il bilancio potrebbe lievitare paurosamente. Secondo fonti amministrative locali, citate dai media giapponesi, infatti, vi sono 9.500 dispersi a Minamisanriku, nella prefettura di Miyagi. Mentre oltre tremila persone sono state messe in salvo. Lo ha sottolineato il primo ministro Naoto Kan nel corso del summit straordinario con la protezione civile, secondo quanto riferito dai media locali. Molti i giapponesi che nelle aree a rischio tsunami hanno trascorso la notte all'addiaccio sui tetti più alti di scuole, ospedali ed edifici pubblici. Il governo ha intanto mobilitato 50mila soldati che si aggiungono agli operatori civili dei soccorsi. Il Giappone ha impegnato 190 aerei e 25 vascelli nelle operazioni di soccorso, rese più difficili anche dalla minaccia di nuovi tsunami in seguito alle scosse di assestamento. Intanto si cominciano a contare i danni. A Rikuzen Takata, una cittadina costiera di 25mila abitanti che risulta fra le più colpite, sono state distrutte almeno 5mila delle 8mila case dell'abitato. A Minami Soma, nella prefettura di Fukushima, le case distrutte sono 1800. Oltre 210mila persone sono state alloggiate nei centri di emergenza nel Giappone settentrionale e orientale, ma migliaia di altre sono rimaste senza tetto nella gelida temperatura invernale. Gli abitanti di Tokyo, intanto, stanno facendo incetta di beni di prima necessità nei negozi, mentre lunghe code si segnalano davanti alle pompe di benzina. Molti residenti si starebbero preparando a lasciare la città dopo le notizie sull'incidente nucleare alla centrale Fukushima I. I pochi treni in funzione sono pieni di passeggeri. Il governo giapponese ha chiesto formalmente alla Gran Bretagna aiuti. Lo ha annunciato un portavoce del British Foreign Office a Londra. Anche la Russia ha inviato circa 200 uomini, tra medici e psicologi.