Roma, 12 mar. (Adnkronos/Ign) - ''Ho un forte carattere guascone, che qualche volta mi porta in modo spontaneo a comportamenti non strettamente conformi alla forma. Non nego di essere stato amico del popolo libico e lo sono ancora''. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in un'intervista a 'Gente', parla del suo baciamano al leader libico Gheddafi. Riguardo alla crisi libica il premier dice che ''la violenza va sempre condannata, ancor più se nei confronti del proprio popolo. Non ci resta che guardare gli sviluppi futuri, sperando che i Paesi del Mediterraneo non cadano nelle mani dell'estremismo islamico, ma che siano capaci di impiantare le fondamenta solide di regimi pienamente democratici''. Quanto all'emergenza immigrati, Berlusconi sottolinea che ''essere italiani significa avere nel Dna anche la cultura dell'accoglienza. L'Italia non vuole scaricare il problema sugli Stati amici. Seguiamo con estrema attenzione l'evolversi di questa emergenza per la quale auspichiamo un'assunzione di responsabilità concreta da parte dell'Unione Europea''. Una nota dell'ufficio stampa di palazzo Chigi ha successivamente precisato ''che il colloquio del presidente Berlusconi con un giornalista del settimanale 'Gente' non è di queste ore, ma risale all'ultima settimana di febbraio".