Fini: "In Italia non c'è dittatura dei giudici"
Roma, 13 mar. (Adnkronos/Ign) - "In Italia non c'è una dittatura dei giudici". Gianfranco Fini intervistato da Sky Tg 24 ribatte così al premier Silvio Berlusconi che nelle scorse ore aveva puntato ancora una volta il dito contro i magistrati. "Anche se nobilita la cosa citando Tocqueville, dice che c'è una dittatura dei giudici che -rimarca il presidente della Camera- non credo in Italia ci sia".
"Berlusconi ha bisogno di un capro espiatorio e si sa che a volte eccede..."., dice poi commentando le affermazioni del premier Silvio Berlusconi secondo cui la riforma della giustizia sarebbe stata ostacolata in passato dallo stesso Fini. "Se vuole dare a me la responsabilità, me la prendo", aggiunge Fini. E comunque, ricorda il presidente della Camera, le ipotesi di riforma della giustizia formulate in passato "non andavano nella direzione giusta e non facevano l'interesse del Paese".
Mentre su questo testo sembra che Fli sia possibilista, come conferma anche oggi Fini: "E' vero che non è ad personam, ma certi punti vanno chiariti", spiega infatti il presidente della Camera. Che auspica un confronto "senza pregiudizi" sulla riforma della giustizia ma "con diffidenza e cautela su alcune questioni" come l'obbligatorieta dell'azione penale. Secondo il leader di Fli è "giusto" dunque sedersi al tavolo anche perché, osserva, "ha ragione Berlusconi quando dice che non è ad personam.
In Parlamento poi si discute e si entra nel merito, anche perché quella che è uscita dal Cdm è solo una cornice e bisogna discutere perché ci son diverse questioni da chiarire".
Sulla modificabilità della Costituzione Fini dice che "non è intangibile" ma che la Carta non può essere cambiata "a colpi di maggioranza". "Io non dico che la Costituzione sia intangibile. La Costituzione può essere modificata -spiega-. Il problema è: come? A colpi di maggioranza o cercando maggioranza condivise? Io credo che le riforme che riguardano le regole comuni debbano essere fatte con ampie maggioranze".
