Torino, 13 mar. - (Adnkronos/Ign) - "Tutte le persone sagge e con la testa sulle spalle mi hanno detto 'non presentare adesso la riforma della giustizia perché altrimenti chissà cosa ti fanno' io invece avendo ritenuto di aver raggiunto una maggioranza in grado di farla ho detto non mi importa niente. Sono coraggioso e temerario, forse anche un po' eroico e matto e ho detto variamo subito questa importante riforma e così abbiamo fatto nel Consiglio dei ministri straordinario di giovedì". Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, collegandosi per telefono con Torino, durante la presentazione del candidato sindaco del centrodestra Michele Coppola, ribadendo che la riforma della giustizia "non è una forzatura" ma un impegno ad adeguare l'Italia a quanto avviene in altre parti del mondo. "Ci aspettano due anni di grande lavoro", dice Berlusconi ritornando sul tema giustizia in collegamento telefonico questa volta con Catania, per il congesso della Dc di Giuseppe Pizza. Il premier spiega come si tratti di "una riforma assolutamente giusta, non è punitiva per alcuno, è in linea con le più moderne legislazioni dei paesi occidentali, va incontro alle richieste di moderazione istituzionale che sono venute dal capo dello Stato". "E' un testo equilibrato -ha osservato Berlusconi- che toglie ogni alibi a chi nell'opposizione ha già, come al solito, pronunciato il no preventivo prima ancora di leggere questo testo". "Voglio dirlo con chiarezza: non c'è alcuna norma ad personam, nessuna norma salva Berlusconi. E' una riforma organica -ha aggiunto il premier- in un sistema che ha mostrato molti difetti di funzionamento cosi' come ha volte certificato anche l'Unione Europea". "Tutti si devono impegnare per spiegare la riforma della giustizia agli italiani perché l'offensiva sarà intensissima", dice di nuovo ai torinesi. "Dovete moltiplicare le vostre interviste sulla stampa, le interviste televisive e radiofoniche, le presenze in tv perché io prevedo che sara un'offensiva intensissima da parte di tutti i magistrati di sinistra e da parte di tutta la gente di sinistra per far credere agli italiani che quesa riforma sia contro i giudici e a favore di Berlusconi. Vi faccio appello perché so che si stanno preparando una grande reazione dicendo cose false sulla riforma". Ma sulla proposta del premier all'opposizione di aprire ad un dialogo sulla giustizia, anche oggi il Pd ribadisce il suo no: "Sento parlare di dialogo ma dialogo è una parola fumosa. Se devo fumare fumo il Toscano. C'è il parlamento, siamo li, discutiamo li", dice Pierluigi Bersani. "Noi -dice- non siamo d'accordo con i contenuti di questa riforma per un motivo molto semplice: questa riforma porta in mano della maggioranza e del Governo un pezzo essenziale dell'esercizio della Giustizia. In più non siamo d'accordo nel tirare una palla nel vuoto per due anni e mezzo mentre la Giustizia per i cittadini soffre ed ha bisogno di riforme concrete". Per Bersani serve intervenire sulla "giustizia civile, l'organizzazione giudiziaria, la durata dei processi per i cittadini, il codice penale da riformare, le stesse responsabilita'' dei magistrati; tutte cose sulle quali abbiamo proposte che sono in parlamento: se si vuol discutere partiamo da li".