Tripoli, 14 mar. - (Adnkronos/Aki/ign) - Da Est ad Ovest è battaglia in Libia. Nuovi raid aerei dei caccia libici sono stati eseguiti questa mattina sulla città di Ajdabiya, nella Cirenaica. Mentre vicino al confine tunisino, le brigate lealiste hanno attaccato la città di Zuara provocando vittime. Intanto i ribelli sostengono di aver attivato sacche di resistenza all'interno di Brega e di aver catturato decine di militari fedeli a Muammar Gheddafi. Zuara. La città della Tripolitania, a poche decine di chilometri dal confine tunisino, è da questa mattina teatro di scontri tra ribelli e le truppe pro-Gheddafi che hanno attaccato nella parte orientale della città con l'obiettivo di spingersi fino al centro cittadino, in mano agli avversari. Si registrano finora un morto e sette feriti. Brega. Secondo quanto sostiene l'opposizione, le forze anti-Gheddafi continuerebbero a controllare la città portuale della Cirenaica. Un loro esponente, Hadi Shalluf, leader del Partito per la giustizia e la democrazia, interpellato da Voice of America, ha detto che ''i rivoltosi hanno ripreso Brega e hanno catturato una settantina di soldati delle truppe di Gheddafi''. Tuttavia, la tv si stato libica anche questa mattina ha mostrato le immagini di Brega riconquistata dalle truppe lealiste. In sovraimpressione è apparsa la scritta "immagini di Brega liberata dalle bande di terroristi di al-Qaeda". La tv di stato oggi ha mandato in onda anche una registrazione in cui si vede Gheddafi mentre dialoga con un ribelle pentito. Il giovane, Salih Ali al-Atiush, proveniente da Ajdabiya, racconta di essere stato reclutato da terroristi di al-Qaeda, ''ex detenuti del carcere di Abu Salim e stranieri'', i quali lo avrebbero spinto a mobilitarsi contro le autorità libiche. All'offensiva propagandista del regime, l'opposizione risponde con l'annuncio che "alcuni paesi occidentali come Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia ci hanno promesso che daranno vita presto a una no fly zone sulla Libia". Questo, ha spiegato una fonte del Consiglio nazionale dell'opposizione libica ad 'al-Jazeera', "ci aiuterà a respingere l'offensiva delle brigate di Gheddafi". L'opposizione comunque esclude che le truppe del regime riconquistino a breve Bengasi, ma al tempo stesso ha chiesto che l'Onu si attivi per aiutare gli insorti. Petrolio. Se le forze di opposizione dovessero avere la meglio sul regime libico, le risorse petrolifere del paese sarebbero gestite ''in base alle posizioni che i paesi stanno assumendo rispetto alla Libia in questi momenti difficili'', ha detto Mustafa Abdel Jalil, ex ministro della Giustizia e attuale leader del Consiglio nazionale transitorio costituito a Bengasi. ''Chiediamo alla comunità internazionale di prendersi le sue responsabilità e imporre una no-fly zone", ha detto Jalil in un'intervista al Finacial Times. Intanto, il Cremlino ha disposto un divieto di ingresso in Russia per Gheddafi e per la sua famiglia. Il presidente Dmitri Medvedev, ha riferito l'agenzia Interfax, ha anche deciso per il colonnello e per i suoi familiari un divieto di operazioni finanziarie in territorio russo. E mentre il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso ha sottolineato che l'Ue sta valutando "tutte le opzioni" ed ha accolto "con favore la dichiarazione della Lega Araba" sulla no fly zone, secondo il ministro degli Esteri Franco Frattini per la Libia ''l'unica soluzione è un cessate il fuoco immediato che si accompagni ad una misura internazionale''. La crisi libica sarà il tema al centro del pranzo di lavoro che apre questa sera a Parigi la riunione dei ministri degli Esteri del G8 dopo che all'Onu sarà iniziato l'incontro del Consiglio di Sicurezza sull'ipotesi di una no-fly zone.