Unita d'Italia, Inno Mameli in consiglio regionale lombardo: la Lega esce dall'aula
Milano, 15 mar. (Adnkronos/Ign) - Il consiglio regionale lombardo ha aperto i lavori questa mattina cantando l'Inno di Mameli per celebrare i 150 anni dell'Unita d'Italia. Alla cerimonia non hanno partecipato i consiglieri della Lega che si sono riuniti nella bouvette del Pirellone. L'unico esponente del Carroccio presente e' stato il presidente del Consiglio regionale Davide Boni che tuttavia vestiva cravatta e fazzoletto verde. Boni ha seguito l'esecuzione dell'inno a braccia conserte e a testa bassa. Quasi tutti i consiglieri degli altri partiti mostravano una spilla tricolore sul bavero della giacca ed alcuni nel portavano nel taschino un fazzoletto bianco rosso e verde. A dare il via all'inno e' stato il presidente della Lombardia Roberto Formigoni che prima di entrare in aula si e' detto dispiaciuto per la decisione presa dai consiglieri leghisti.
"Settanta secondi di Inno di Mameli non fanno male a nessuno, sono un simnbolo importante di quello che siamo" commenta Formigoni. "Da Lombardi, partecipiamo alla festa del tricolore perche' la Lombardia ha avuto una parte molto grande nella costruzione dell'unita' d'Italia. Abbiamo dato un contributo di sangue e di ideali e oggi - osserva Formigoni - continuiamo ad essere la locomotiva dello sviluppo dell'Italia in Europa e nel mondo. Ci riconosciamo in un paese che deve diventare sempre piu protagonista nel mondo".
Durante l'esecuzione di oggi Boni, nonostante il suo gruppo fosse uscito dall'aula, e' rimasto al suo posto "per puro dovere istituzionale" e al suo capogruppo, Stefano Galli, che aveva criticato questa sua decisione, ha replicato ricordando che "il presidente del Consiglio ha indicazioni diverse da quelle del capogruppo. Se fossi uscito dall'aula la notizia oggi sarebbe stata questa. Io sono idealmente con il mio gruppo, ci mancherebbe altro - aggiunge Boni - pero' ho fatto il presidente del Consiglio regionale, ho assistito all'esecuzione dell'inno come assisto all'esecuzione di tutti gli inni nazionali".
Dure critiche alla Lega perĂ² arrivano anche dalla maggioranza. Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza, Protezione Civile e Polizia locale, esprime "totale disprezzo per il gesto inqualificabile" dei consiglieri leghisti. ''Chi non rende onore alla propria bandiera, al proprio inno e alla Patria, non puo' che essere definito vigliacco e la sua esistenza meschina. Migliaia di lombardi si sono sacrificati, dalle guerre risorgimentali sino alle battaglie sul Carso e sul Piave - aggiunge -. Chi disonora il sangue dei propri Avi, patrioti che si sono immolati per sconfiggere il nemico asburgico, e' un traditore ed un vigliacco. Non esiste e non puo' esistere una nazione al di fuori dell'Italia, nel nostro territorio. Ogni altra ipotesi e' solo una pia illusione, per non dire una baggianata''.
E l'opposizione va all'attacco. ''Chi non riconosce lo Stato che governa, dovrebbe trarne le conseguenze. Non si puo' essere ministri, governatori, sindaci, assessori, consiglieri di un esecutivo nazionale, di una regione, di una provincia e di una citta' se non si approva l'ordinamento dal quale queste articolazioni discendono - afferma il vicepresidente dei deputati del Pd Alessandro Maran -. E cosi' oggi, dal titolo della 'Padania' ('Il Nord paga piu' di tutta Europa, il resto d'Italia festeggia') al comportamento dei consiglieri della Lega, il partito di Bossi ha dimostrato di essere indegno delle istituzioni che occupa''. "E cosi' - conclude Maran - mentre il presidente della Repubblica ci ricorda che nella nostra Costituzione coesistono autonomia e indivisibilita' assistiamo, ancora una volta a una pagliacciata sempre e soltanto in nome della visibilita' e, magari, di qualche voto in piu' alle prossime amministrative''.
Il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, definisce "gravissimo" il comportamento dei consiglieri lombardi della Lega. "E' un vero e proprio schiaffo al Paese. Se non si sentono italiani si dimettano e rifiutino il lauto stipendio che gli arriva puntuale a fine mese''. Almeno per una volta il pluribocciato Trota, in arte Renzo Bossi, studi e impari le parole dell'inno, visto che ha affermato di non conoscerle, o vada in fabbrica o in altri luoghi a lui piu' adatti a guadagnarsi da vivere -conclude Orlando- come fanno tutti i suoi coetanei che non sono figli del senatur''.
''Lo spettacolo tenuto oggi dai consiglieri lombardi della Lega Nord durante l'inno nazionale e' indecoroso e ingiustificabile - interviene infine il portavoce dell'Udc, Antonio De Poli -. Chiediamo che i vertici del Carroccio spieghino il senso di questo atto cosi' irrispettoso nei confronti di un riferimento vivo nella cultura e nella tradizione degli italiani come l'Inno di Mameli".
