Bruxelles, 15 mar. (Adnkronos/Aki/Ign) - In pieno allarme nucleare in Giappone, il mondo si interroga sul futuro di questa tecnologia. Dibattito aperto in Europa. Gli stress test alle centrali nucleari europee, proposti dall'Austria, sono "un'idea che il commissario all'energia Ue Guenther Oettinger ritiene debba essere presa in considerazione e sarà discussa oggi" nella riunione straordinaria convocata da Bruxelles con i ministri dell'Energia dei 27, le autorità di sicurezza e i rappresentanti dell'industria nucleare. E' quanto ha affermato la portavoce dello stesso commissario, Marlene Holzner. La Germania, intanto, ha fermato l'attività nelle sue sette centrali nucleari più vecchie - ha annunciato oggi il cancelliere tedesco Angela Merkel - e ha avviato controlli di sicurezza sulle altre dieci in funzione. La Merkel aveva premuto l'anno scorso per prolungare la vita delle centrali nucleari, contro il parere dell'opposizione. Ieri ha annunciato una moratoria di tre mesi su questa decisione. Oggi è stato chiarito che durante la moratoria verrà fermata l'attività nei sette impianti costruiti prima del 1980. La moratoria verrà anche utilizzata per accelerare la ricerca in vista della transizione verso energie rinnovabili. "Vogliamo impiegare il tempo della moratoria per affrettare la nostra transizione energetica", ha detto la Merkel. Sul nucleare serve un dibattito, ma dire ai francesi che rinunceremo all'atomo è una bugia. Il ministro degli Esteri Alain Juppè ha riassunto così la posizione di Parigi. "La situazione è estremamente grave - ha ammesso, parlando con Europe 1, a margine del G8 Esteri a Parigi - Il rischio, dunque, è estremamente elevato". L'incidente nucleare in Giappone non influenzerà la politica energetica della Spagna. "Non è il momento giusto" per discutere la sorte delle centrali nucleari nel Paese, ha affermato il ministro dell'Ambiente Rosa Aguilar. Al contrario, una revisione "della situazione attuale del settore nucleare russo e una analisi dei piani di sviluppo futuro" è stata chiesta dal primo ministro russo Vladimir Putin, nel corso di una riunione con i ministri dell'Energia, delle Risorse Naturali e il capo della Rosatom, l'agenzia federale per l'energia atomica. In Italia, ha dichiarato da parte sua il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, ''il programma nucleare va avanti''. "A noi sta a cuore l'indipendenza energetica dell'Italia, ma prima e di più - ha poi assicurato Prestigiacomo - sta a cuore la salute e la sicurezza dei cittadini e non sarà mai assunta alcuna decisione che possa metterle a rischio". "Il Governo non è né cieco né sordo rispetto alle notizie che giungono da Tokyo, ed è evidente - ha detto il ministro - che la nostra scelta di rientrare nel nucleare ci induce ulteriore attenzione, assieme all'esigenza di una piena trasparenza su quanto sta accadendo". "L'incidente nella centrale giapponese, che seguiamo con preoccupazione, ci spingerà ad approfondire ulteriormente i temi della sicurezza, e i problemi di sismicità dei siti", ha assicurato quindi Prestigiacomo. ''Certo continuiamo ad essere impegnati nel programma nucleare italiano'', ha confermato l'ad di Enel Fulvio Conti, in occasione della presentazione dei risultati 2010 e del piano industriale 2011-2015. Conti spiega che si tratta ''di un programma a lungo termine''. Fermo il no di Idv. "Proprio mentre i maggiori Paesi rivedono la loro posizione, mentre le nuove tecnologie rendono inutile il ricorso al nucleare, il nostro governo vuole mettere in cantiere 13 centrali nucleari. Noi abbiamo proposto un referendum, ci auguriamo che i cittadini vadano in massa a dire no al nuclueare", ha detto il leader di Idv Antonio Di Pietro. Il Pd porterà la questione domani al question time della Camera. Sarà il capogruppo dei democratici a Montecitorio Dario Franceschini a chiedere conto al governo del nucleare. A rispondere dovrebbe essere il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Sulle centrali nucleari "chiediamo che si fermi ogni iniziativa, e lo faremo anche con una mozione, perché su questo fronte ci vogliono informazione e responsabilità", ha detto Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, al termine della conferenza dei capigruppo di palazzo Madama. La mozione del Pd potrebbe essere discussa in aula il 24 marzo.