Obama, con un 'proclama' riconoscimento speciale per l'Unità d'Italia
Washington, 17 mar - (Adnkronos) - Con una dichiarazione solenne del presidente Barack Obama, l'America si unisce all'Italia nel celebrare il 150esimo anniversario della sua Unificazione. Un riconoscimento di grandissima importanza che ha un solo precedente storico nel discorso pronunciato il 16 marzo 1961, in occasione del centenario dell'Unità d'Italia, dall'allora presidente John Fitzgerald Kennedy.
I ''proclami'' presidenziali hanno accompagnato tutta la storia degli Stati Uniti e, in certi casi, hanno pure fatto la storia di questo grande paese. Ma di che cosa si tratta esattamente? Il proclama è un istituto giuridico specifico dell'ordinamento americano, una sorta di dichiarazione solenne che rientra nelle prerogative esclusive del presidente degli Stati Uniti, ha forza di legge e si rivolge alla Nazione.
Giuridicamente ''è uno strumento che decreta una condizione, dichiara una legge e l'obbedienza che ne consegue, riconosce un evento o richiede l'implementazione di una legge definendo le circostanze che l'hanno determinata''.
Benché i presidenti facciano spesso ricorso a questo strumento nell'ambito delle commemorazioni per l'alto valore simbolico che esso esprime, è evidente che il proclama non può essere confuso con una semplice dichiarazione o con un messaggio per via del ''peso legale'' che lo caratterizza.
Il fatto che il presidente Barack Obama abbia deciso di onorare l'unificazione italiana, con i valori dei nostri patrioti e del Risorgimento attraverso questo strumento è politicamente assai rilevante. Per gli italiani e, soprattutto, per la comunita' Italoamericana, il quinto gruppo etnico degli Stati Uniti, che conta quasi 25milioni di persone.
Nell'ambito dei proclami con valore commemorativo, si ricorda per esempio quello firmato dal presidente George H.W. Bush per onorare i veterani della Seconda Guerra Mondiale. Il primo proclama a fare storia fu, tuttavia, quello del presidente Washington del 1793, per dichiarare la neutralità degli Stati Uniti nella guerra tra Francia e Inghilterra.
Altrettanto memorabile, il proclama con cui il presidente Lincoln nel 1863 dichiarò l'emancipazione degli schiavi degli Stati del sud. I proclami possono avere anche conseguenze sostanziali sul piano economico.
Ne è un esempio, venendo ai nostri giorni, la proclamazione di Bush delle aree disastrate dall'uragano Katrina. Storicamente i proclami sono anche utilizzati per concedere la grazia.
Così fece il presidente Ford per perdonare il suo predecessore, Richard Nixon, travolto dallo scandalo del Watergate. In questo caso, fu un provvedimento molto discusso, tanto da far passare Ford alla storia come ''the man who pardoned Nixon''.
