''Stop agli scontri con gli insorti'' Tripoli dichiara il cessate il fuoco
Washington, 18 mar. (Adnkronos/Ign) - Il governo libico ha annunciato un immediato cessate il fuoco degli scontri con gli insorti. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Moussa Kuossa, secondo un'emittente araba.
"La Libia ha deciso un immediato cessate il fuoco e l'interruzione di tutte le operazioni militari" ha detto Koussa, aggiungendo che "lo stato libico incoraggia l'apertura di tutti i canali di dialogo con chiunque sia interessato sul territorio". La risoluzione Onu di ieri è "irragionevole", ha attaccato il ministro degli Esteri, sostenendo che "ci sono segnali che questo possa accadere". Una mossa di questo tipo, ha aggiunto, "è chiaramente contraria alla Carta Onu, ed è una violazione della sovranità nazionale delle Libia" e una "dell'articolo 42 della Carta".
"Noi esprimiamo molta amarezza per le misure previste da questa risoluzione, come la 'no fly zone'" ha detto il ministro, affermando che l'inclusione dei voli commerciali "aumenterà la sofferenza della popolazione libica". Nel chiedere alla comunità internazionale di escludere i cargo dalla risoluzione, Koussa ha poi sottolineato che "il congelamento totale ed inclusivo degli asset e degli investimenti libici avrà un impatto negativo sulla popolazione".
La risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, passata con 10 voti favorevoli e cinque astenuti, tra cui Cina, Russia e Germania, che prevede la 'no-fly zone' sui cieli della Libia e ''tutte le misure necessarie per proteggere i civili'', autorizza l'uso della forza contro le truppe del colonnello Muammar Gheddafi e apre la strada ad attacchi aerei sulla Libia.
Prima che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite approvasse la risoluzione Gheddafi aveva minacciato di "trasformare in un inferno le vite" di quei paesi che tenteranno di attaccare la Libia.
Dopo la decisione all'Onu è scattata la mobilitazione internazionale. "La Nato sta completando la propria pianificazione per essere pronta a prendere misure appropriate a sostegno della risoluzione 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite" ha detto il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen, al termine del Consiglio nordatlantico convocato questa mattina. ''Gli alleati - ha concluso - appoggiano le aspirazioni legittime del popolo libico per la libertà, la democrazia e i diritti umani".
L'Unione Europea si è detta "pronta ad attuare la risoluzione" sulla Libia approvata dal Consiglio di Sicurezza. E' quanto hanno assicurato in una nota congiunta il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, Catherine Ashton.
La Germania però ha messo in chiaro che non parteciperà a un intervento militare in Libia, diversamente dalla Francia. Parigi ha infatti avvertito che un attacco aereo alla Libia potrebbe avvenire anche entro poche ore. All'emittente Rtl, il portavoce del governo François Baroin, parlando al condizionale di possibili bombardamenti, ha affermato che "non si tratta di occupazione di territorio libico, ma di un intervento militare per proteggere la popolazione". Secondo il quotidiano 'Le Figaro', la Francia potrebbe utilizzare gli aerei militari di base in Corsica.
Il primo ministro britannico David Cameron ha annunciato che la Gran Bretagna dispiegherà "nelle prossime ore" i suoi aerei caccia Tornado e Typhoon nelle basi militari, per garantire il rispetto della 'no-fly zone'. "Sosteniamo le nostre parole con l'azione", ha detto Cameron in Parlamento, lodando il "notevole" contributo dei paesi arabi all'operazione voluta dal Consiglio di Sicurezza.
In campo anche la Spagna che metterà a disposizione della Nato due delle sue basi militari, quella di Rota, a Cadice, e quella di Moron a Siviglia, come anche navi e aerei, stando a quanto reso noto dal ministro della Difesa di Madrid, Carme Chacón.
Nutre "serie riserve", nei confronti di una parte della risoluzione Onu, la Cina. A spiegarlo è stato oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Jiang Yu. "Ci opponiamo all'uso della forza nelle relazioni internazionali e abbiamo alcune serie riserve per quanto riguarda parte della risoluzione - ha affermato - L'attuale crisi in Libia dovrebbe essere risolta attraverso il dialogo e altri mezzi pacifici". Ed è ''esclusa'' anche la partecipazione della Russia in un'operazione militare in Libia. Lo ha affermato il capo di stato maggiore dell'esercito russo, il generale Nikolai Makarov, citato dall'agenzia d'informazione 'Interfax'.
Il Canada invece invierà presto sei aerei da guerra nel Mediterraneo per imporre la 'no-fly zone', secondo quanto hanno riferito fonti della Difesa canadese, citate dall'agenzia d'informazione 'Canadian Press'. Anche Belgio e Norvegia si sono detti pronti a partecipare alle operazioni militari. Mentre il Qatar è il primo paese arabo ad aver annunciato la propria partecipazione all'iniziativa militare per una 'no-fly zone'.
In conseguenza dell'applicazione della 'no-fly zone' Eurocontrol ha sospeso tutti i voli nella zona aerea libica. Lo ha annunciato la stessa agenzia Ue in un comunicato.
Alla notizia che il Consiglio di Sicurezza Onu aveva approvato la risoluzione Bengasi, roccaforte degli insorti nell'est della Libia, è scoppiata in festa. "Siamo soddisfatti per la risoluzione dell'Onu sulla 'no-fly zone' in Libia, ma temiamo che, per difendersi, le brigate di Muammar Gheddafi useranno i civili come scudi umani durante i raid dei caccia della comunità internazionale" l'allarme lanciato dal portavoce dei ribelli di Misurata, Saadun al-Misurati, in un collegamento con la tv araba 'al-Jazeera'.
Intanto le forze fedeli a Muammar Gheddafi oggi hanno ripreso gli attacchi e hanno bombardato Misurata. Secondo quanto denunciato da un esponente dei ribelli libici in un colloquio telefonico con la tv satellitare 'al-Arabiya', i carri armati di Gheddafi sono avanzati ''verso il centro di Misurata. Contiamo al momento 4 morti e 70 feriti negli scontri di oggi''.
I ribelli che controllano la città libica di Nalut, in Tripolitania, sono riusciti invece a respingere l'attacco condotto questa mattina dalle brigate fedeli al raìs entrate nella periferia della città. Lo riferiscono fonti dei ribelli ad 'al-Arabiya'.
