Crocifisso in classe, ''nessuna violazione''. L'Italia assolta alla corte di Strasburgo
Strasburgo, 18 mar. (Adnkronos/Ign) - La Grande Camera della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, ha assolto l'Italia dall'accusa di violazione di diritti umani per l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. La Grande Camera della Corte, con 15 voti a 2, ha stabilito che non c'è violazione.
Nella sentenza, che è definitiva, pronunciata oggi nel caso 'Lautsi e altri contro Italia', la Corte europea ha concluso a maggioranza alla 'Non violazione dell'Articolo 2 del Protocollo n.1 (diritto all'istruzione) alla Convenzione europea dei diritti dell'Uomo'. Il caso riguardava la presenza del crocifisso nelle aule, incompatibile, secondo i ricorrenti, con l'obbligo dello Stato di rispettare nell'esercizio delle proprie funzioni, in materia di educazione e insegnamento, il diritto dei genitori di garantire ai propri figli un'educazione e un insegnamento conformi alle loro convizioni religiose e filosofiche.
Secondo la Corte, "se è vero che il crocifisso è prima di tutto un simbolo religioso, non sussistono tuttavia nella fattispecie elementi attestanti l'eventuale influenza che l'esposizione di un simbolo di questa natura sulle mura delle aule scolastiche potrebbe avere sugli alunni".
Il procedimento era giunto a Strasburgo il 27 luglio del 2006 a seguito del ricorso con cui Sonia Lautsi, una cittadina italiana di origine finlandese, lamentava la presenza del crocifisso nelle aule della scuola pubblica frequentata dai suoi due figli. Il 3 novembre 2009, una prima sentenza della Corte diede ragione alla Lautsi. Di qui, la decisione del governo italiano di chiedere il rinvio alla Grande Camera della Corte che ha pronunciato oggi la sua sentenza definitiva.
''Accolgo con grande soddisfazione la decisione appena presa dalla Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo, di assolvere l'Italia dall'accusa di violazione di pensiero, convinzione e religione per l'esposizione del crocefisso nelle aule''. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, secondo quanto si legge in una nota della Farnesina. ''Oggi ha vinto il sentimento popolare dell'Europa. Perché la decisione interpreta soprattutto la voce dei cittadini in difesa dei propri valori e della propria identità. Mi auguro - ha concluso il ministro - che dopo questo verdetto l'Europa torni ad affrontare con lo stesso coraggio il tema della tolleranza e della libertà religiosa''.
''Profonda soddisfazione'' da parte del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, per un ''pronunciamento nel quale si riconosce la gran parte del popolo italiano. Si tratta di una grande vittoria per la difesa di un simbolo irrinunciabile della storia e dell'identità culturale del nostro Paese''.
La Radio Vaticana ha subito dato notizia della sentenza parlando di ''vittoria dell'Italia'' e dei Paesi che l'hanno appoggiata, oltre che di tutti coloro che ''ritenevano assurdo imporre la rimozione del Crocifisso dalle aule scolastiche''.
