Palermo, 18 mar. (Adnkronos/Ign) - Dopo una tregua durata poco meno di 48 ore, dovuta al maltempo, sono ripresi gli sbarchi di immigrati a Lampedusa. Poco dopo l'una di notte sono arrivati sull'isola 38 nordafricani, tra cui tre donne. Questa mattina è poi sbarcata a Lampedusa un'altra imbarcazione con a bordo 39 migranti, soccorsi da una motovedetta della Guardia di finanza. Sette i natanti avvistati via aereo dalla Guardia di finanza e dalla Capitaneria di porto. Mentre due cadaveri in avanzato stato di decomposizione sono stati recuperati al largo dell'isola. Sempre più affollato il Centro d'accoglienza dell'isola dove si trovano 3000 immigrati. ''Lampedusa è al collasso. Centinaia di tunisini sono ormai in giro per l'isola. Gli isolani sono esasperati e c'è il rischio concreto di disordini seri. La richiesta di costruire una tendopoli si è rivelata impossibile sia per l'opposizione degli stessi isolani che per l'impossibilità tecnica di fornire tutti i servizi a più di 3.000 persone in un'isola fornita di un centro accoglienza con capienza inferiore a 800 persone'', si legge in una nota del Comune. "Siamo disponibili ad accogliere chi arriva fino alle nostre coste ma non coloro che vengono recuperati al largo - dichiara il sindaco Dino De Rubeis - i quali, sarebbe corretto, che raggiungessero la Sicilia senza passare da Lampedusa''. Si calcolano i danni causati da questa situazione. ''Lampedusa è un'isola di vacanza e non può essere militarizzata. Chiediamo il ristorno immediato dei danni subiti, valutabili in oltre 10 milioni ad oggi'', ha detto l'assessore alla Programmazione ed allo sviluppo economico ed al turismo di Lampedusa Pietro Busetta. Interviene anche l'arcivescovo di Agrigento. ''Chiedo con forza la salvaguardia della dignità di ciascuno, cittadini e migranti, il rispetto dei diritti per le popolazioni di Lampedusa e Linosa, che soffrono a causa della carenza cronica di sanità, trasporti e istruzione'', ha detto monsignor Francesco Montenegro, che domani incontrerà la comunità ecclesiale di Lampedusa. L'esasperazione della popolazione si fa sentire. Alcuni isolani hanno occupato la zona di attracco al molo Favaloro per protestare contro i mancati trasferimenti degli immigrati. Già stamani alcuni cittadini avevano occupato l'area marina protetta gestita da Legambiente per impedire l'alloggio di alcuni extracomunitari. Oggi intanto sono arrivati a Mineo, nel Catanese, al Villaggio della Solidarietà, i primi 60 immigrati richiedenti asilo. Successivamente un altro gruppo di 70 persone è arrivato da Bari. Intorno alle 17 dovrebbero arrivare un'altra settantina di richiedenti asilo per un totale di circa 200 persone. Nei prossimi giorni sono in programma altri arrivi da Trapani, Crotone e Foggia. "Questo territorio difficilmente potrà dare risposte agli immigrati richiedenti asilo, tranne che il governo non vari un programma strutturale che dia grandi opportunità qui di lavoro non solo a loro ma anche alle popolazioni locali", ha detto Giuseppe Castania, sindaco di Mineo.