Libia, Sarkozy: pronti all'attacco. Ma c'è tempo per evitare il peggio.
Parigi, 19 mar. (Adnkronos/Aki) - ''Abbiamo deciso di applicare la risoluzione Onu che esige un cessate il fuoco immediato e l'arresto delle violenze contro le popolazioni civili''. Ad affermarlo, al termine del vertice all'Eliseo sulla questione libica, è stato il presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy.
''Siamo pronti con ogni mezzo a fare rispettare la decisione del Consiglio di sicurezza dell'Onu - ha detto -. Oggi interverremo con i nostri partner per proteggere la popolazione civile contro la follia omicida di un regime che uccide la propria gente''. E ''le nostre forze aeree si opporranno a tutte le aggressioni degli aerei di Gheddafi contro le popolazioni civili di Bengasi''. ''Interverremo per permettere ai libici di scegliere il proprio destino. Non devono essere privati dai loro diritti dalla violenza e dal terrore'', ha detto ancora Sarkozy sottolineando che ''c'è ancora tempo per Gheddafi di evitare il peggio e di rispondere alle richieste della Comunità internazionale''. ''Abbiamo dovuto prendere - ha rimarcato - una grave decisione. La nostra determinazione è totale''. Di fronte al fatto che il raìs ha ignorato l'avviso di Francia, Gb e Usa ''continuando la sua offensiva mortale contro la popolazione''.
A partecipare ai primi eventuali attacchi aerei contro le milizie del rais Muammar Gheddafi, secondo le indiscrezioni che circolavano già prima del vertice, dovrebbero essere Francia, Gran Bretagna, Canada, Norvegia, e poi a seguire Usa e Paesi arabi.
Intanto, caccia francesi hanno iniziato a sorvolare la città libica di Bengasi questo pomeriggio. A riferirlo è l'emittente televisiva francese BFMT-TV. Mentre unità navali americane dispiegate nel Mediterraneo si stanno preparando a bombardare la contraerea e le piste di atterraggio degli aeroporti e delle basi in Libia, spiegano fonti americane ed europee citate dal Washington Post. Aerei provenienti da Francia, Gran Bretagna, Danimarca (sei F-16 danesi sono atterrati alla base di Sigonella, in Sicilia) e Emirati Arabi Uniti stanno cominciando a convergere sulle basi in Italia e intorno all'Italia, si precisa. Il comando e controllo dell'operazione sarà assunto dagli Stati Uniti dalla loro base di Napoli. Oltre a Sigonella, è già coinvolta nell'intervento contro la Libia anche da una base francese in Corsica. E' qui che hanno iniziato a radunarsi gli aerei da guerra di Francia, Gran Bretagna ed Emirati Arabi Uniti, aggiungono le fonti citate dal quotidiano americano.
Intanto, i nuovi caccia Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto dell'Aeronautica militare sono schierati a Trapani. Schierati anche i Tornado, sia nella versione Ids che in quella Ecr per l'attacco alle batterie contraeree e alle postazioni radar. I Tornado Ids provengono dal sesto Stormo di Ghedi (Brescia) e gli Ecr dal 50mo Stormo di Piacenza.
Nel frattempo si teme l'uso di scudi umani per dissuadere da raid sul territorio libico. L'agenzia di stampa libica 'Jana' ha riferito che numerosi cittadini libici si starebbero radunando su obiettivi di eventuali raid contro Tripoli da parte della comunità internazionale.
Il vertice della comunità internazionale per discutere le modalità d'intervento militare contro il regime del colonnello Muammar Gheddafi è terminato nel primo pomeriggio. Al summit, convocato dal presidente francese hanno preso parte il segretario della Lega Araba Amr Moussa, il segretario dell'Onu Ban-ki Moon, la stessa Ashton e il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy per l'Ue, più una serie di capi di Stato e di Governo o di loro rappresentanti, in totale 18, tra cui il segretario di stato Usa Hillary Clinton e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi già arrivato all'Eliseo.
Significativa anche la presenza araba, con cinque paesi: gli Emirati Arabi Uniti, l'Iraq, la Giordania, il Qatar e anche il Marocco con i ministri degli esteri. Alla riunione anche il premier canadese Stephen Harper e il norvegese Jens Stoltenberg, i cui paesi sono membri della Nato.
Assente il presidente dell'Unione africana Jean Ping. Secondo quanto si apprende da fonti dell'Eliseo, l'Unione africana sarebbe impegnata a lavorare sul fronte diplomatico alla soluzione della crisi libica.
