Parigi, 19 mar. - (Adnkronos/Aki/Ign) - "Vorrei tranquillizzare i nostri concittadini, le nostre forze armate hanno fatto l'esame delle disponibilità delle armi in possesso della Libia e la loro conclusione è che non ci sono armi in dotazione alla Libia che possano raggiungere il territorio italiano". Lo ha dichiarato il premier Silvio Berlusconi al termine del vertice Ue di Parigi sulla Libia. Per il momento, ha spiegato il premier, "l'Italia mette a disposizione le sue basi" per l'intervento militare ma non è escluso che il nostro Paese possa "intervenire successivamente con propri mezzi alle operazioni militari, se richiesto". La sede del coordinamento delle operazioni militari verso la Libia "credo - ha evidenziato il presidente del Consiglio - che sarà fissata nella base Nato di Napoli". Comunque, "noi abbiamo ancora la speranza, visto questo schieramento globale della comunità internazionale e non soltanto della comunità occidentale ma anche dei Paesi arabi - ha auspicato il premier - che ci possa essere un ripensamento da parte del regime libico, e che lo stesso regime possa ritenere di sua convenienza porre fine alle attività di contrasto con le popolazioni civili". "Tutta la comunità internazionale - ha osservato Berlusconi - pensa che sia difficile che un regime che è durato 41 anni, possa continuare dopo questi accadimenti". Il presidente del Consiglio ha quindi sottolineato che "oggi ci siamo fermati all'immediato, a questo comunicato di intimazione di cessate il fuoco" rivolto al regime libico. Per ora, quindi, non si è ancora discusso nel dettaglio della questione dell'allontanamento di Gheddafi e del post regime. Il premier ha informato telefonicamente il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano sull'andamento e l'esito della riunione di Parigi. Il Capo dello Stato si è compiaciuto dell'importante intesa raggiunta, per il contributo dato e per l'impegno assunto dall'Italia.