Roma, 20 mar. (Adnkronos/Ign) - Luigi Muro lascia il Pdl e passa a Futuro e Libertà. E' questa la sorpresa della prima assemblea nazionale di Futuro e Libertà in corso a Roma. Ad annunciarlo è Italo Bocchino, vice presidente di Fli. Il deputato campano, primo dei non eletti, è subentrato alla Camera al posto di Domenico De Fiano, che ha optato per l'incarico di consigliere regionale in Campania. Il gruppo di Fli a Montecitorio passa così a quota 29 parlamentari. "Inizia una traversata nel deserto, a piedi. La mia scelta non è di calcolo ma politica. Credere nel progetto di Gianfranco Fini". Così Muro dà l'addio al Pdl e si presenta alla prima assemblea nazionale di Fli. Il parlamentare campano spiega i motivi che lo hanno portato nel gruppo di Futuro e Libertà a Montecitorio: "Ho voluto non scappare. Ho parlato con il presidente Berlusconi e i coordinatori del partito, a loro ho detto che non potevo proseguire il cammino del Pdl perché sono un umile rappresentante di una classe dirigente del Sud che non vuole prebende". "Le traversate nel deserto - rimarca Muro - fanno bene per chi ha gambe forti e cuore. Il mio cuore e il mio cervello mi hanno imposto di venire in Futuro e Libertà. Non so se sarò rieletto deputato - conclude - ma non l'ho fatto fino a cinquant'anni e posso anche non farlo più". L'assemblea di Fli ha designato, all'unanimità e per acclamazione, Andrea Ronchi presidente dell'assemblea nazionale di Futuro e Libertà. Vicepresidenti dell'assemblea nazionale sono Cristiana Muscardini e Angela Napoli, europarlamentare la prima, deputata la seconda. "Stiamo costruendo il partito che abbiamo promesso agli italiani, un partito della partecipazione e della grande alternativa alla sinistra. Solo noi possiamo essere il partito della Nazione - ha detto Italo Bocchino nel corso del suo intervento - Hanno tentato di scatenare una campagna per farci apparire in stato comatoso ma non ci sono riusciti". E indica uno dei 'punti fermi', ovvero che alle prossime elezioni amministrative Futuro e Libertà "non sarà mai alleato con la sinistra e il Pd in un solo comune". In alcune realtà, spiega Bocchino, "sarà invece possibile la convergenza con forze civiche", ma la priorità verrà data "al nuovo polo". Poi, in un passaggio, si sofferma sulla crisi libica. "Il ministro La Russa ha detto che l'Italia non può fare l'affittacamere per le forze militari che attaccano la Libia. A me sembra che rischiamo di diventare 'l'albergo a ore' della comunità internazionale" osserva il vice presidente di Fli. Che attacca: ''C'è un fallimento della politica internazionale" del governo, perché "prima del petrolio e del gas ci interessa l'Italia. Siamo stati gli ultimi a scaricare Gheddafi. Se la nostra condotta fosse stata più seria, l'Italia avrebbe mandato i suoi aerei e sarebbe stata al comando della missione. Ma hanno fatto troppe cose con Gheddafi e non si può passare in tre mesi dal baciamano ai bombardamenti".