Palermo, 21 mar. (Adnkronos/Ign) - Sbarchi a raffica nella notte a Lampedusa (Agrigento), dove sono approdati 450 migranti. Questa mattina è arrivato anche un altro barcone con a bordo 93 persone. Sull'isola sono circa 5mila gli extracomunitari presenti e resta altissima la tensione. I lampedusani, infatti, ieri per tutto il giorno hanno bloccato l'attracco del traghetto con il materiale necessario per costruire la tendopoli, che solo in tarda serata è stato sistemato sul molo. Un accorato appello alle istituzioni è stato lanciato dal parroco dell'isola, don Stefano Nastasi. ''La popolazione - ha detto - ha bisogno di risposte concrete e di presenze reali. L'assenza degli uomini di governo è stata ed è grave. Siamo non l'ultimo lembo d'Italia, ma la prima porta del Mediterraneo. Non è più solo questione di tende precarie''. E in Sicilia arrivano anche i libici. Sono oltre un centinaio gli immigrati sbarcati nella notte sulle coste catanesi con due barconi: il primo, con una cinquantina di migranti, si è incagliato sugli scogli di Riposto mentre il secondo, con una settantina di extracomunitari, è stato intercettato al largo e fatto entrare, sotto scorta, nel porto di Catania. In tutto sono stati bloccati 117 uomini che hanno detto di essere libici. Entrambi i gruppi di clandestini sono stati condotti nel PalaNitta di Librino per le procedure di identificazione ed i controlli medici Intanto, l'Italia torna a chiedere ai partner europei di convidere il peso dell'immigrazione clandestina, in vista di un aumento dei flussi in arrivo dalla Libia. "Proprio perché facciamo parte di una coalizione internazionale - ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini al suo arrivo alla riunione dei colleghi dei 27 - vogliamo condividere l'onere molto pesante dell'immigrazione illegale con tutti i partner, prima di tutto i partner europei". Gli fa eco il ministro della Difesa Ignazio La Russa, intervenuto a 'La Telefonata' su Canale 5: ''L'autorevolezza che ci deriva dalla partecipazione a pieno titolo alla missione voluta dall'Onu in Libia vogliamo usarla per chiedere a tutti gli Stati di dividere il peso del flusso migratorio''. ''Così come siamo lì a difendere il popolo libico - ha aggiunto - vogliamo chiedere di dividere il peso di tutti gli immigrati che in teoria potrebbero sbarcare''.