Milano, 21 mar. (Adnkronos/Ign) - "Mi auguro che lo sforzo, che è già a buon punto, possa avere il massimo della condivisione, che è una condizione perché il nuovo edificio abbia basi solide". Lo ha detto Giorgio Napolitano parlando della riforma federalista dello Stato in occasione dell'inaugurazione della nuova sede della Regione Lombardia. Per Napolitano, in questo modo "si può dare alle nuove generazioni una prospettiva di autonomia e di unità che è quella che rende vivi i principi della Costituzione". Il capo dello Stato segnala la necessità che la riforma federalista comporti anche una riforma del Parlamento. "Adesso non possiamo concederci il lusso di esitare o di lasciare il lavoro incompiuto, di non erigere un edificio solido - ha spiegato -. Dobbiamo portare a termine l'attuazione del Titolo V riformato tenendo il necessario equilibrio tra il ruolo dello Stato e delle sue amministrazioni nazionali e delle grandi istituzioni, come quella parlamentare che va a sua volta riformata nella nuova prospettiva, e il ruolo di Regioni, Province e Comuni". Cosi' Per Napolitano "per istituire le Regioni ci sono voluti 22 anni dopo la Costituzione del '48. La strada è iniziata nel 1970 ed è stato un percorso che ha avuto anche difficoltà e crescenti contraddizioni per portare poi al cambiamento del Titolo V della Costituzione con una svolta in senso federalista del sistema delle autonomie. Adesso quindi non possiamo concederci il lusso di esitare o lasciare il lavoro incompiuto". Il capo dello Stato, dopo la sua visita milanese, è giunto a Varese per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Rispondendo al sindaco della città, Attilio Fontana, che lamentava l'entità dei tagli per le amministrazioni locali, Napolitano ha ricordato che il nostro Paese ''soffre di un problema di contenimento della spesa pubblica corrente''. ''Abbiamo una infinità di enti, di entità di cui si è un po' sovraccaricato l'armamentario amministrativo del nostro Paese e vediamo - ha aggiunto - che al di sotto del livello regionale si è costruito qualcosa di troppo artificioso, di troppo pesante e talvolta anche parassitario''. ''Bisogna guardare a quando usciremo dal tunnel e ne usciremo anche attraverso sacrifici che pesano sugli enti locali e sui cittadini'', ha detto il presidente della Repubblica. ''Sono convinto - ha sottolineato - che tutti debbano contribuire, anche le amministrazioni locali, ma ritengo che sia anche essenziale una distribuzione equa di questi sacrifici''. "Spero che queste celebrazioni - ha continuato - rafforzino l'unità nazionale e non dobbiamo concepire questa occasione, ed io non l'ho mai fatto, come qualcosa che possa dividere. Io ho il compito di valorizzare ciò che unisce non ciò che divide", ha concluso il capo dello Stato.