Roma, 22 mar. (Adnkronos) - ''C'è una gestione un po' confusa, e questo è preoccupante, da parte del governo italiano rispetto all missione in Libia, che è una missione prevista e autorizzata da una risoluzione dell'Onu, che non attribuisce il coordinamento se non agli stati impegnati. La richiesta di dare un ruolo forte alla Nato è plausibile e legittima. Non credo si debba aprire uno scontro su questo. E' una richiesta una proposta ha una sua ragionevolezza, il governo avrà modo di farsi sentire su questo. Porla come condizione, come aut aut sarebbe un gravissimo errore , soprattutto dopo le parole del presidente Obama''. Lo dice il capogruppo Fli alla Camera, Benedetto Della Vedova, ospite della rubrica 'Una domanda a...', sul sito Ign/Adnkronos. Secondo Della Vedova, ''è evidente che la gestione della crisi libica ha risentito di un po' di improvvisazione con le posizioni che cambiavano di settimana in settimana, poi di giorno in giorno, adesso di mezza giornata in mezza giornata. Credo che l'Italia debba sapere se in questo impegno c'è il sostegno compatto della maggioranza e il sostegno compatto dei ministri in Cdm. Gli italiani questo devono saperlo. Avendo acquisito il fatto che in questo momento c'è una amplissima maggioranza parlamentare, svincolata da quella di governo, che sostiene l'iniziativa dello Stato italiano, iniziativa che vede nel Presidente della Repubblica una guida certa e senza tentennamenti''. ''Nessuno è guerrafondaio, questo è chiaro a tutti - prosegue - noi siamo addolorati, non per Gheddafi, ma per quello che sta succedendo in Libia, perchè un intervento armato è sempre una extrema ratio drammatica anche quando le finalità complessive sono umanitarie. Riteniamo che l'Italia non possa sottrarsi a questa scelta della comunità internazionale, per ragioni geopolitiche, ma anche perché porta la responsabilità di aver sostenuto inutilmente, oltre il necessario e in modo incomparabilmente più spinto di qualsiasi altro Paese della comunità internazionale, non la Libia, ma Gheddafi''. Per quanto riguarda 'Futuro e libertà', ''l'arrivo di Luigi Muro è un segnale importante, di inversione di tendenza. Vuol dire che noi non abbiamo grandi argomenti per convincere le persone delle nostre buone ragioni e delle buone ragioni di far politica con noi se non le ragioni della politica. Credo che Muro abbia scelto di scommettere il proprio futuro politico con chi sta scommettendo senza rete, con grande convinzione, e determinazione e obniettivi importanti di costruire un soggetto politico nuovo che parta naturalmente dal centro destra soggetto riformatore liberale europeo'' dice sempre rispondendo a 'Una domanda a...'. ''Non posso escludere che altri deputati facciano scelte diverse, ma sono fiducioso che con il passare delle settimane altri seguiranno Muro, sia tra coloro che magari vedono la crisi del Pdl come irrimediabile e, nell'interesse del Paese, vogliono cominciare a scommettere su una alternativa, sia tra coloro che magari hanno scelto sulla base di qualche emozione di andarsene che magari decideranno di tornare''. ''Per noi non è un problema di numeri, oggi - chiarisce - lo è stato a metà dicembre, quando la nostra scommessa era quella di una sfiducia al governo Berlusconi, che consentisse in questa legislatura di aprire una stagione con un governo forte, con una base parlamentare più ampia, che recuperasse credibilità interna e internazione. Abbiamo perso. Però l'Italia si ritrova con un governo vecchio, che non riesce nemmeno a riempire i propri ruoli. Berlusconi, sembrerebbe, chiede al Presidente della Repubblica di fare una legge per aumentare il numero dei posti di governo, perche' c'e' tanto da fare, ma poi lascia scoperti ministeri anche di serie A e sottosegretariati. Ci troviamo con un governo vecchio, debole, sfiancato e sfiatato la cui credibilita' interna e internazionale e' di gran lunga diminuita, ma con un governo che ha i numeri. Non si capisce bene per fare cosa, ma ha i numeri''.