Damasco, 23 mar. - (Adnkronos/Aki) - E' salito a sei il bilancio delle vittime dell'attacco sferrato nella notte dalle forze di sicurezza siriane contro la moschea di Omari, nella città meridionale di Daraa, dove si sono tenute proteste senza precedenti contro il presidente Bashar al Assad. Lo riferiscono gli stessi abitanti di Daraa, precisando che tra le vittime c'è anche Ali Ghassab Al Mahamid, medico proveniente da un'importante famiglia della città che si era recato nel quartiere vecchio per portare soccorso ai feriti. "Mahamid è stato ucciso da un cecchino", ha detto un residente di Daraa, che si trova al confine con la Giordania. ''Il quartiere vecchio era completamente al buio ed è difficile dire esattamente cosa sia successo'', aggiunge un attivista politico che chiede di non essere nominato. Prima dell'attacco, l'elettricità è stata tagliata, mentre sono stati interrotti i collegamenti telefonici. Al momento non è chiaro se i manifestanti avessero armi. Con questo intervento delle forze dell'ordine sale a 10 il numero dei civili uccisi durante i sei giorni di manifestazioni nei quali si sono chieste maggiori libertà politiche e la fine della corruzione dilagante nel Paese di 20 milioni di abitanti. Il partito Baath, al potere, ha messo al bando l'opposizione e istituito la legge di emergenza dal 1963. Il governo non ha rilasciato commenti in merito all'attacco della notte. Ieri l'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani aveva rivolto un appello alle autorità siriane affinché ''mettessero fine immediatamente all'uso eccessivo della forza contro i manifestanti pacifici''.