Il Papa a fianco dei precari: "Sia assicurato un lavoro sicuro, dignitoso e stabile"
Città del Vaticano, 26 mar. (Adnkronos/Ign) - Il Papa riceve in udienza ottomila pellegrini e lavoratori della diocesi di Terni guidata da monsignor Vincenzo Paglia e lancia un appello affinché "sia assicurato un lavoro sicuro, dignitoso e stabile". Dopo trent'anni dalla storica visita di papa Wojtyla alle acciaierie di Terni, il 19 marzo 1981, papa Ratzinger ha ricevuto nell'Aula Paolo VI i partecipanti al pellegrinaggio della diocesi di Terni-Nami- Amelia e, proprio riferendosi alla difficile realtà delle acciaierie, ha detto: "la crisi dell'assetto industriale sta mettendo a dura prova la vita della città, che deve ripensare il suo futuro".
Papa Ratzinger ha ricordato il suo predecessore nella visita alle acciaierie avvenuta trent'anni fa: "Oggi, - ha detto - vogliamo ricordarlo in maniera speciale per l'amore che mostrò per il mondo del lavoro; quasi lo sentiamo ripetere le prime parole che pronunciò appena giunto a Terni: 'Scopo precipuo di questa visita, che si svolge nel giorno di San Giuseppe … è di portare una parola di incoraggiamento a tutti i lavoratori ed esprimere loro la mia solidarietà, la mia amicizia e il mio affetto'". Papa Ratzinger ha fatto propri questi sentimenti e ha ricordato che "Terni è segnata dalla presenza di una delle più grandi fabbriche dell'acciaio, che ha contribuito alla crescita di una significativa realtà operaia. Un cammino segnato da luci, ma anche da momenti difficili, come quello che stiamo vivendo oggi. La crisi dell'assetto industriale - ha denunciato - sta mettendo a dura prova la vita della Città, che deve ripensare il suo futuro".
Il Papa ha insistito sulla necessità della tutela dell'occupazione e ha esortato a non perdere mai di vista "il tema del lavoro, che oggi vi preoccupa, con i suoi problemi, soprattutto quello della disoccupazione. E' importante tenere sempre presente che il lavoro è uno degli elementi fondamentali sia della persona umana, che della società - ha detto -. Le difficili o precarie condizioni del lavoro rendono difficili e precarie le condizioni della società stessa, le condizioni di un vivere ordinato secondo le esigenze del bene comune".
"Nell'Enciclica Caritas in veritate - come ricordava Mons. Paglia - ho esortato a non lasciare di 'perseguire quale priorità l'obiettivo dell'accesso al lavoro o del suo mantenimento, per tutti'". Il Papa ha parlato anche del "grave problema della sicurezza sul lavoro". In proposito ha evidenziato: "So che più volte avete dovuto affrontare anche questa tragica realtà. Occorre mettere in campo ogni sforzo perché la catena delle morti e degli incidenti venga spezzata".
Il Papa, incontrando i lavoratori, ha pensato anche ai giovani: "che dire poi della precarietà del lavoro, soprattutto quando riguarda il mondo giovanile? E' un aspetto che non manca di creare angoscia in tante famiglie". E riferendosi alle parole di mons. Paglia, ha ricordato come "il vescovo accennava anche alla difficile situazione dell'industria chimica della vostra città, come pure ai problemi nel settore siderurgico. Vi sono particolarmente vicino, mettendo nelle mani di Dio tutte le vostre ansie e preoccupazioni, e auspico che, nella logica della gratuità e della solidarietà, si possano superare questi momenti, affinché sia assicurato un lavoro sicuro, dignitoso e stabile".
Il lavoro, ha inoltre sottolineato Ratzinger "aiuta ad essere più vicini a Dio e agli altri" e la Chiesa "sostiene, conforta, incoraggia ogni sforzo diretto a garantire a tutti un lavoro sicuro, dignitoso e stabile".
Il Papa ha quindi ammonito sulla necessità di non vedere nel lavoro soltanto una fonte di guadagno: "Spesso, - ha avvertito il Pontefice - viene visto solo come strumento di guadagno, se non addirittura, in varie situazioni nel mondo, come mezzo di sfruttamento e quindi di offesa alla stessa dignità della persona". Un accenno anche al problema del lavoro nella Domenica: "Purtroppo nelle nostre società il ritmo del consumo rischia di rubarci anche il senso della festa e della Domenica come giorno del Signore e della comunità".
