Siria culla dell'archeologia, a rischio turismo legato ai celebri scavi
Damasco, 29 mar. - (Adnkronos/Aki) - L'ondata delle proteste anti-governative in Siria rischia di mettere a repentaglio il boom dell'industria turistica di un paese negli ultimi anni anni diventato meta prediletta degli appassionati di archeologia e di storia antica. Crocevia tra Oriente e Occidente, con una storia millenaria visibile nelle grandi rovine da ammirare ripercorrendo deserti, oasi e vallate, la Siria vanta gioielli artistici come Damasco, ma anche Aleppo, Palmira, Ebla e altri tesori di epoca romana.
A Damasco hanno lasciato il segno molte civiltà, soprattutto quella romano-bizantina e quella islamica. Considerata da molti la città più antica del mondo, la capitale siriana chiamata anche 'la profumata', o la 'Perla dell'Oriente', è un vero museo a cielo aperto in cui sono in mostra secoli di storia. Atmosfera da 'Mille e una Notte' per il centro storico della città, uno scrigno che conserva gelosamente i suoi gioielli più preziosi. Qui si trovano le più importanti chiese, madrase e moschee. La moschea degli Omayyadi (nella foto), senza dubbio uno degli edifici più importanti e rappresentativi del paese, fu costruita dal califfo omayyade al-Waleed Abd al-Malik nel 705 d.C. sopra antichi templi e una cattedrale cristiana. Di grande impatto i tre minareti, costruiti in stili diversi.
Meta prediletta per gli amanti dell'archeologia è Aleppo, detta 'la grigia', una delle più antiche città del mondo abitata ininterrottamente dall'antichità. Inserita nel patrimonio Unesco per gli innumerevoli siti archeologici e di interesse storico e artistico, Aleppo nel 2006 è nominata 'capitale culturale del mondo islamico'. Nove le porte di accesso alle mura della città, dove sono reperbili le tracce di numerose civiltà, dagli assiri, agli egiziani, greci, romani, bizantini, ebrei, arabi, turchi, persiani, mongoli. Il sito più famoso è la cittadella con la sua fortezza in stile islamico. Un altro importante monumento è la moschea Omayyade, la grande moschea. Meta turistica anche la scuola coranica di al-Halawiyya e l'Hammam al-Nahassin, uno dei più antichi bagni pubblici di Aleppo, oggi è uno dei più lussuosi hammam di tutta la Siria. Non mancano tracce delle potenze mercantili italiane. Nel Khan al-Nahassin, caravanserraglio dei Fabbri del XVI secolo, dove nel 1539 fu aperto l'emporio della Repubblica di Venezia che ne fece il proprio consolato. Oggi è la sede del consolato francese.
Tappa d'obbligo del tour archeologico siriano è anche Palmira, in tempi antichi un'importante città sul fiume Eufrate. Vitale centro carovaniero fu soprannominata la 'Sposa del deserto', per i viaggiatori ed i mercanti che attraversavano il deserto per collegare l'Impero romano alla Mesopotamia, la Persia, fino all'India e alla Cina. Tra le attrattive della città il Tempio di Bel, l'agora, il teatro di epoca romana e varie tombe monumentali. A 60 km a sud-ovest c'è invece Ebla, dove nel 1964 ha avuto inizio una campagna di scavi da parte di una missione archeologica italiana diretta da Paolo Matthiae dell'Universita' La Sapienza di Roma, che hanno portato alla luce testimonianze monumentali, reperti artistici, evidenze materiali che scandiscono, lungo un millennio, l'itinerario storico di un antichissimo centro urbano, tre volte distrutto e due volte risorto, tra circa il 2500 a.C. e gli anni attorno al 1600 a.C. 'Chicca' nota a pochi è Maaloula, piccolo paese cristiano di lingua aramaica arroccato sui monti Al Qalamoun, a pochi kilometri da Damasco. Qui sorgono il convento di Santa Tecla, abitato da monache ortodosse, oggetto di devozione da parte delle donne che vi si recano per adempiere rituali antichi, probabilmente retaggio di remoti riti di fertilità. C'è poi il convento di San Sergio che ospita alcuni monaci appartenenti alla chiesa Melkita. La città colpisce anche per le sue case di colore azzurro, dipinte di questo colore dagli stessi abitanti al rientro dei pellegrinaggi a Gerusalemme. La rivolta in corso nel paese non ha risparmiato Homs, città simbolo del rilancio turistico della Siria.
Posta nella parte centro-occidentale del paese, Homs ha oltre 4mila anni di storia alle spalle. Il monumento più importante nel centro cittadino è la tomba di Khalid ibn al-Walid, celebre guerriero vissuto nel primo periodo islamico, conquistatore della Siria. Ma la tappa più nota a turisti e archeologi è il Krak dei Cavalieri. Eretto a 65 chilometri dalla città, il castello-fortezza è stato per quasi due secoli il più imponente baluardo dei Crociati, controllato dall'Ordine dei Cavalieri dell'Ospedale fino alla sua riconquista da parte del sultano mamelucco Baybars, nel 1271. Meta degli appassionati di arte antica anche la regione di Hauran dove sorge Qanawat, antica città dove si trovano diverse rovine di epoca romana: un ponte, un teatro con una cavea di 19 metri di diametro, un antico acquedotto, accanto al quale sorgono un tempio con tanto di portico e colonnato. A nord-ovest della città, sorge un altro tempio risalente al II avanti Cristo. Per anni si è creduto fosse stato dedicato ad Apollo, ma un'iscrizione rinvenuta nel 2002 ha dimostrato che in realtà il monumento era dedicato ad una divinità locale, Rabbos. C'è poi l'Es-Serai, o Seraya, tempio di epoca tardo romana, converito in chiesa crisitana tra il IV e il V secolo dc. A sud sorge invece Bosra, cittadina dal prestigioso passato, caratteristica per le sue costruzioni in pietra nera di basalto. Altro crocevia strategico per gli scambi dell'età antica, Bosra è rinomata per la sua cittadella ed un teatro romano che fa parte del patrimonio Unesco.
