Città del Vaticano, 29 mar. (Adnkronos) - Dal dibattito al Consiglio episcopale permanente, in corso dopo la prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco pronunciata ieri, emerge fra gli altri il tema dell'immigrazione e la necessità di mettere a punto politiche inclusive che portino ''al riconoscimento degli immigrati come cittadini, soggetti di diritti e di doveri''. E' quanto si legge in una dichiarazione del portavoce della Conferenza episcopale, Mons. Domenico Pompili, che rende conto dell'andamento della discussione fra i vescovi. Nei vari interventi sono state messe in luce diverse questioni, fra queste ''il problema demografico'' quale ''segno dell'erosione antropologica che dovrà mettere in conto non solo politiche familiari più attente, ma anche una cultura della vita più diffusa''. ''Analogamente - afferma il comunicato della Cei - sulla delicata questione dell'immigrazione, la pace e l'accoglienza risultano strettamente collegate: ci si apre all'una, solo se si è aperti anche all'altra''. Quindi ''la necessità di una nuova stagione di inclusione sociale che porti al riconoscimento degli immigrati come cittadini, soggetti di diritti e di doveri, è un obiettivo che non potrà essere ulteriormente dilazionato''. I vescovi hanno ribadito anche il proprio consenso alle parole del cardinale Bagnasco in favore di una soluzione negoziale e diplomatica della crisi libica. ''Sono stati molti gli interventi - si legge - che hanno fatto seguito alla prolusione del Presidente, di cui è stato apprezzato l'approccio generale e, in particolare, la trattazione di alcuni temi come lo specifico contributo della Chiesa al nostro Paese e la richiesta di abbandono delle armi con l'avvio di una soluzione diplomatica per la questione libica''.