Torino, 30 mar. - (Adnkronos/Ign) - ''Porteremo presto la quota Chrysler al 35%''. Lo ricorda l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne nel corso dell'assemblea dei soci al Lingotto di Torino. Ma obiettivo del Gruppo è "raggiungere il 51% in Chrysler entro fine anno". Parlando di ricavi, l'ad dice: "Ci aspettiamo che Fiat nel 2014 raggiunga un fatturato di 64 miliardi di euro, quasi il doppio di quello ottenuto l'anno scorso e potrebbe arrivare a oltre 100 miliardi con Chrysler''. Quanto all'ipotesi di uno spostamento della sede legale della casa torinese a Detroit, Marchionne specifica non è stato "deciso nulla": "Non è nella mia agenda e per quanto ne sappia neanche nell'agenda del presidente. Non c'è alcuna tempistica". E John Elkann assicura che in ogni caso "non cambierebbe nulla per i lavoratori". Inoltre, Marchionne afferma che dopo Pomigliano e Mirafiori "su Cassino e Melfi non c'è urgenza immediata di intervenire, entrambi producono modelli che sono ben accolti dal mercato" aggiungendo che "lo sviluppo del piano richiede una programmazione di lungo termine per questo abbiamo elaborato progetti specifici e stiamo già lavorando sulle future architetture". Mentre per la ex Bertone è stato "predisposto un piano di ripresa che potrà partire solo se i principi guida dell'accordo di Mirafiori verranno riconosciuti e accolti anche in questo stabilimento''. Dopo aver evidenziato che "marzo non sarà un grande mese" per il 2011, spiega l'ad, "ci aspettiamo un miglioramento generalizzato dei mercati ad eccezione di quelli delle autovetture in Europa la cui performance sarà influenzata dai cali previsti in Italia e Francia". Nonostante ciò "prevediamo che la nostra quota aumenti grazie al lancio di nuovi modelli nel secondo semestre". E conferma che ''l'accordo raggiunto con i sindacati per l'impianto di Pomigliano ci permetterà di avviare la produzione della nuova Panda nel secondo semestre di quest'anno'' che "nel giro di qualche anno" potrà "superare la soglia delle 250 mila unità rispetto alle meno di 20 mila auto prodotte l'anno scorso''. Marchionne ricorda che "negli ultimi due anni i siti produttivi italiani hanno lavorato ben al di sotto delle loro capacità" mettendo in luce un "evidente divario con gli altri stabilimenti Fiat Group in Europa". "L'utilizzo della rete italiana - spiega - è al 54%, se consideriamo la capacità tecnica arriviamo solo al 37%. Negli altri nostri impianti in Europa, i parametri per misurare la saturazione si sono attestati rispettivamente al 126 a al 78%". Sulle partnership, Fiat "conferma il forte impegno sul mercato russo dove intende espandere la propria attività per localizzare la produzione e la distribuzione di auto e veicoli industriali'', dice Marchionne Parlando invece di dividendi, l'ad annuncia che per Fiat "la politica per l'esercizio in corso resterà invariata pari al 25% del risultato netto consolidato, con un pagamento minimo di 50 milioni di euro". Mentre per Fiat Industrial "la politica di dividendi per il 2011 prevede, come per Fiat Spa, una distribuzione nell'ordine del 25% dell'utile netto consolidato, ma con un pagamento minimo di 100 milioni di euro". Prima di Marchionne ha aperto i lavori dell'assemblea (l'ultima della vecchia Fiat, quella che raggruppa auto, camion e macchine agricole) il presidente del Lingotto, John Elkann . "110 anni fa la Fiat teneva la sua prima assemblea poco distante da qua, in corso Dante. Oggi la Fiat torna alla sua vocazione originale, a fare solo auto", ha esordito Elkann. "Tra qualche giorno, venerdì, compio 35 anni - ha aggiunto - e pertanto, pensando al nostro futuro e pensando a quello che è stato fatto e soprattutto a tutti i prodotti e ai marchi, devo dire che sono molto speranzoso per il nostro futuro". "Da sempre la Fiat ha guardato all'America come il Paese con cui poter fare accordi'', ha poi detto il presidente del Gruppo torinese ricordando la serie di intese raggiunte con Ford, Gm e anche con Chrysler. ''Proprio qualche settimana fa quando eravamo a Ginevra con Sergio Marchionne - ha quindi concluso Elkann - e passeggiavamo fra gli stand, vedere quello che è oggi il gruppo Fiat e Chrysler fisicamente, l'impressione di tutti quegli stand, di tutti quei prodotti, insieme per la prima volta nel salone più prestigioso del mondo ci ha riempito di orgoglio. Quella realtà lì è la migliore premessa per il nostro futuro''.