Milano, 1 apr. (Adnkronos) - Il consiglio di amministrazione di Parmalat ha deciso di rinviare l'assemblea degli azionisti. A renderlo noto, a conclusione dell'incontro, il membro del board Andrea Guerra. L'assemblea ordinaria e straordinaria, che doveva tenersi il 12,13 e 14 aprile, è stata è stata così riconvocata per il 25,27 e 28 giugno con lo stesso odg. Il cda si è avvalso "di quanto previsto dal decreto legge 26 del 25 marzo 2011, entrato in vigore il 27 marzo 2011". Il dl antiscalate prevede infatti la possibilità per le società di far slittare di 60 giorni le assemblee, dal momento in cui è stato chiuso il bilancio. Il colosso del latte di Collecchio, dunque, aveva dunque tempo fino al 30 giugno per indire l'assemblea degli azionisti. Secondo fonti vicine al dossier Parmalat, la francese Lactalis dal canto suo ha indirizzato al cda del colosso italiano una lettera, firmata dal ceo Emmanuel Besnier nella quale sosteneva che non si sarebbe dovuto rinviare l'assemblea degli azionisti. Per Lactalis, in sostanza, non sussistevano buone motivazioni per rinviarla. In primo luogo, secondo il colosso francese, nessuna incertezza si può determinare in relazione a questioni antitrust poiché tutti i procedimenti previsti dall'Unione europea sono stati avviati. In seconda battuta Lactalis segnala che non ci sono i tempi utili per rinviare validamente l'assemblea degli azionisti. Parmalat, infatti, nell'avviso del 2 marzo scorso ha fissato come record date il primo aprile. Dunque, non sussistono i tempi tecnici per una riconvocazione. La sola pubblicazione su un quotidiano prevista per legge, avverrebbe, dunque, fuori tempo massimo, cioè domani, oltre la data indicata dalla società di Collecchio. Parmalat deve decidere se arginare l'offensiva di Lactalis, che con l'esercizio degli equity swap è salita al 28,97% del colosso del latte, con una cordata italiana. I consiglieri valuteranno in relazione ad alcuni fattori. Innanzitutto prenderanno in esame la lettera inviata ieri da Intesa Sanpaolo, attraverso Banca Imi, Unicredit e Mediobanca con la quale i tre istituti bancari assicurano la propria consulenza. In secondo luogo gli amministratori dovranno valutare un cambiamento di scenario, determinato dall'inserimento nel dl Omnibus dell'articolo 7 che consente alla Cassa Depositi e Prestiti di assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale. Sulla decisione osta un altro elemento, ovvero la minaccia da parte di Lactalis di una azione di responsbailità nei confronti degli amminsitratori di Parmalat. Tra l'altro, ieri la società francese ha dichiarato che l'ingresso nel capitale di Parmalat non può essere considerato come una acquisizione del controllo. In sostanza ci sarebbe solo la volontà di esercitare da parte di Lactalis il voto in assemblea in relazione alle quote acquisite.