Immigrati, Bagnasco: Ue non abbandoni l'Italia. Accoglienza? Lampedusani siano d'esempio
Genova, 2 apr. - (Adnkronos) - Tutta l'Europa deve collaborare all'accoglienza dei profughi nordafricani, l'Italia non deve essere lasciata sola in questa emergenza. E' l'esortazione del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova.
''L'Europa - ha detto il cardinale - è in debito verso l'Africa, pertanto è necessario che questo debito venga soddisfatto nel modo migliore più efficace possibile e quindi che l'Italia non sia lasciata sola rispetto a questa emergenza perché l'emergenza non è dell'Italia ma è di tutta l'Europa rispetto a queste popolazioni che chiedono la sicurezza di un domani. I vescovi europei, su nostra richiesta, stanno preparando una dichiarazione, un comunicato per richiamare la responsabilita' dell'Europa, che deve essere presente se vuole essere non un nome ma una realtà''.
Circa la paura in Italia di vedere le proprie città trasformarsi in tendopoli per accogliere gli immigrati, per Bagnasco il messaggio arriva dai lampedusani che ''sono stati e sono ammirevoli per l'esempio che danno di accoglienza, di umanità, di attenzione verso questa povera gente, di grande rispetto e di grande amore verso la povertà e il bisogno di queste persone che arrivano, almeno in parte, disperate da Paesi tormentati''.
Tuttavia il cardinale non nasconde che in mezzo al bisogno di tanta gente ''bisogna distinguere e individuare il vero bisogno, le vere situazioni, che richiedono, con giustizia e con amore, delle risposte adeguate. Questa è la cosa fondamentale, non è sempre facile, presumo, in concreto, è più facile a dirsi che a farsi, ma almeno il criterio deve essere questo''.
Urgente, per il presidente dei vescovi è il che profughi e clandestini vengano messi al riparo dallo sfruttamento della criminalità, per questo ''diventa ancora più urgente una lettura intelligente ed efficace, anche se non facile, della situazione, che è complessa, cosi come è complessa la situazione dei Paesi del Nord Africa e della penisola arabica che in questo momento fronteggiano situazioni difficili''.
