Corano, ancora violenze in Afghanistan Obama condanna il rogo e le violenze
Kandahar, 3 mar. - (Adnkronos/Xin/Dpa) - Non si fermano le proteste in Afghanistan per il Corano bruciato
in una chiesa fondamentalista cristiana della Florida. Per il secondo giorno consecutivo oggi a Kandahar si è tenuta una manifestazione, durante la quale nove persone sono rimaste ferite. Nella città del sud dell'Afghanistan ieri nove persone sono rimaste uccise, e 81 ferite, durante le proteste, all'indomani dell'attacco alla sede dell'Onu di Mazar el Sharif, nel nord del paese, in cui sono rimaste uccise 12 persone, 7 dipendenti dell'Onu - due dei quali sono stati decapitati - e 5 manifestanti.
Un'escalation di violenza anti-americana e anti-occidentale che sta preoccupando il presidente Barack Obama che ieri notte è intervenuto per condannare le violenze ma anche il gesto sconsiderato del pastore Terry Jones. "La profanazione di qualsiasi testo sacro, come il è il Corano, è un atto di estrema intolleranza religiosa e di fanatismo", ha detto Obama che comunque ha sottolineato che niente può giustificare l'uccisione di civili innocenti.
"Attaccare ed uccidere innocenti in risposta" all'offesa fatta al Corano "è vergognoso ed è un affronto alla decenza e alla dignità umana - ha continuato Obama - nessuna religione tollera il massacro e la decapitazione di innocenti, e non c'è giustificazione per azioni così riprorevoli". Obama ha poi chiesto che si recuperi un sentimento di "comune umanità".
Intanto, la polizia afghana sta cercando di controllare la situazione a Kandahar rafforzando le misure di sicurezza, ma le manifestazioni di persone che gridano slogan anti americani e chiedono che vengano puniti i responsabili del rogo si stanno diffondendo anche nel distretto della città, considerato una della principali roccaforti dei talebani.
