Roma, 7 apr. (Adnkronos) - "Dall'inizio dell'anno, sono stati 390 gli sbarchi" sulle coste italiane dal Nord Africa. E' quanto annuncia il ministro dell'Interno Roberto Maroni, intervenendo alla Camera dei deputati sull'emergenza immigrati: "Un fenomeno che non ha precedenti". In totale, sono state finora 27.867 le persone sbarcate in Italia (contro gli appena 25 nello stesso periodo dello scorso anno), di cui 23.352 nelle isole Pelagie e soprattutto a Lampedusa. Degli immigrati clandestini, 21.519 si sono dichiarati tunisini. "Dalla Libia - informa ancora il titolare del Viminale - sono giunti 10 natanti con a bordo circa 2.300 immigrati, per lo più somali ed eritrei e dunque da considerare come rifugiati". "Si è verificato un fenomeno di intensità così forte e concentrata in pochi giorni - osserva il ministro - che ha determinato la decisione di creare i centri di prima accoglienza: non c'era una possibilità alternativa". "E' stata una scelta giusta, che ha determinato certamente qualche tensione ma - ribadisce - non c'era alternativa: i centri di prima accoglienza sono stati utili perché hanno consentito l'individuazione e l'identificazione di questi extracomunitari, anche attraverso la presa di impronte digitali e lo scatto di fotografie". Poi avverte: "Si stanno intensificando le partenze dalle coste libiche". "Abbiamo registrato una ripresa da quelle aree, da cui venivano fino al maggio 2009 i clandestini attraverso tratte organizzate da trafficanti di esseri umani, che grazie al nostro accordo con il governo della Libia avevano poi interrotto le loro attività". E dopo essere intervenuto sul naufragio di ieri affermando che il barcone "era in acque maltesi" e che l'intervento italiano è avvenuto dopo "la richiesta delle autorità di Malta" cui è stata subito data risposta positiva, ha assicurato che "tutti i cittadini tunisini che sbarcheranno in Italia saranno rimpatriati": questo è il frutto dell'accordo accettato e siglato dalla Tunisia. Il rimpatrio avverrà "attraverso procedure semplificate, che prevedono l'intervento dell'autorità consolare come è giusto che sia". Dunque, osserva ancora Maroni, "sulla carta l'accordo c'è: si tratta ovviamente di farlo applicare e questo è compito del Governo, che ieri ha attivato un Gruppo di lavoro proprio per seguire passo passo l'attuazione dell'Accordo con la Tunisia". Inoltre, "permessi di soggiorno temporanei saranno concessi agli immigrati che hanno rappresentato l'intenzione di andare in un altro paese della Ue", annuncia ancora il ministro dell'Interno il quale sottolinea anche che coloro che hanno espresso la volontà di recarsi in un altro paese dell'Europa "sono la stragrande maggioranza". Non manca la stoccata contro la Francia che, sulla gestione degli immigrati, "sta mantenendo un atteggiamento di ostilità". Il ministro pensa in particolare alle severe direttive del governo francese per bloccare l'arrivo dei clandestini sul suolo transalpino". Le regole sulla libera circolazione nell'area Schengen - ricorda il titolare del Viminale - ci sono e devono essere applicate e rispettate". A tal proposito, Maroni conferma poi che "oggi il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi firmerà il decreto che concede i permessi di soggiorno temporaneo a chi è arrivato finora in Italia, con esclusione dei soggetti socialmente pericolosi". Un provvedimento, ricorda il ministro, che "consente la libera circolazione nei Paesi europei dell'area Schengen". Quanto all''Unione europea e i suoi singoli Stati hanno mostrato subito grande attenzione e disponibilità a intervenire. Ma il loro intervento si è finora limitato alla promessa di costituire un fondo di 25 milioni di euro per le spese sostenute dall'Italia", si lamenta Maroni, intervenendo prima alla Camera dei deputati e poi al Senato sull'emergenza immigrati. E anche se "timidi segnali dalla Commissione Ue cominciano ad arrivare, per definire un sistema complessivo di intervento di tipo preventivo", premette il titolare del Viminale, finora l'azione "ha pesato tutta sulle spalle dell'Italia" e invece "richiede una condivisione europea". Per questo, commenta Maroni, anche se l'Europa " ha collaborato e ha mostrato una grande sensibilità, ciò non è sufficiente per dire che la Ue si è presa carico del problema".