Milano, 7 apr. (Adnkronos/Ign) - L'Italia non corre il rischio di essere contagiata dalla crisi del debito sovrano che ha gia' colpito Grecia, Irlanda e Portogallo. Secondo gli analisti dell'agenzia di rating Moody's, il Paese e' al riparo perche' non ci sono i presupposti, sia strutturalmente che e storicamente, per una diffusione all'Italia della crisi dei debiti pubblici. In un incontro con la stampa oggi a Milano gli analisti di Moody's hanno sottolineato che lo sforzo che il governo dovra' fare per tenere sotto controllo il debito pubblico italiano sembra relativamente contenuto, sia rispetto ad altri Paesi europei, dove le correzioni sono brutali, sia rispetto al passato, con l'Italia che da decenni convive con un debito molto elevato. In particolare l'Italia ha dimostrato negli ultimi decenni la capacita' di invertire la tendenza del debito pubblico ed e' stata in grado di generare avanzi primari importanti. Inoltre, secondo Moody's, c'e' uno spazio di manovra per risparmiare e aumentare l'efficienza nella Pubblica Amministrazione, nella qualita' della spesa e nella tassazione. La stabilizzazione e la riduzione del debito pubblico italiano sono un traguardo alla portata del governo, afferma Moody's. Ma l'esecutivo deve puntare in particolare sulla crescita economica. L'inversione della tendenza degli ultimi anni, che ha visto il debito sovrano dell'Italia tornare a crescere, e' una possibilita' concreta per il governo, avverte l'agenzia di rating. Anche tenendo conto di uno scenario conservativo, con una crescita economica molto contenuta e con un saldo primario non particolarmente elevato, l'esecutivo dovra' fare molti meno sforzi rispetto ad atri Paesi europei e a fronte di quanto fatto in passato per contenere il debito. Per questo l'Italia mantiene il suo rating Aa2 con outlook stabile assegnatole da Moody's. Ma, hanno sottolineato gli analisti dell'agenzia di rating in un incontro oggi a Milano con la stampa, il governo deve concentrarsi sulla crescita dell'economia, anche perche' un incremento del Pil si traduce in un aumento degli introiti attraverso le tasse. E deve puntare sul contrasto all'evasione fiscale. Lo sforzo richiesto al Paese per tenere sotto controllo il debito pubblico sembra, secondo l'agenzia, relativamente moderato, sia rispetto ad altri Paesi europei, dove le correzioni sono e saranno brutali, sia rispetto al passato, con l'Italia che da decenni convive con un debito molto elevato. L'agenzia di rating da' anche una grande importanza al saldo primario: per il governo avere un saldo in surplus e' un traguardo non lontano, anche perche' non ci sono cambiamenti violenti da fare. Inoltre gli stress test eseguiti dagli analisti di Moody's hanno mostrato che, anche con scenari prudenti sia sul lato della crescita che su quello del saldo primario, il governo dovrebbe essere in grado di stabilizzare e invertire la tendenza del debito pubblico. Anche perche' l'Italia non e' stata in prima linea durante la crisi economica, nonostante sia costata al Paese 6-7 anni di crescita, e il sistema bancario e' risultato meno esposto, con la vigilanza della Banca d'Italia che ha impedito che si creasse un 'sistema finanziario ombra'. Inoltre sono state messe a sostengo del settore finanziario molte meno risorse pubbliche. Nel 2009 l'Italia e' intervenuta con aiuti pari all'1,3% del Pil, contro il 51,9% della Gran Bretagna, il 32,2% della Spagna e il 20,6% della Germania. L'Italia, inoltre, non e' stata in prima linea quando la crisi e' tornata sotto forma di crisi del debito pubblico. Il Paese e' stato avvantaggiato da un minor indebitamento privato, un maggiore risparmio e una buona credibilita' sui mercati. Secondo Moody's infine, il rischio che esploda la 'bomba' dei contratti derivati sottoscritti da numerosi enti pubblici italiani e' molto basso. Negli ultimi mesi, sottolineano gli analisti dell'agenzia di rating, molti contratti sottoscritti in passato da enti locali italiani sono stati chiusi e, fra quelli ancora aperti, quasi tutti sono della tipologia piu' semplice, quella definita 'plain vanilla'. Finora l'agenzia di rating ha mantenuto inalterati i rating degli enti locali italiani che hanno continuato ad onorare i contratti in attesa di una decisione del tribunale, mentre ha abbassato il giudizio agli enti che hanno deciso la sospensione dei pagamenti o lo stralcio dei contratti in assenza di una decisione del tribunale.