Maroni: azione comune tra Italia e Francia per bloccare i clandestini
Milano, 8 apr. (Adnkronos) - "Abbiamo concordato la necessità di sviluppare un'azione comune fra Italia e Francia, un gruppo di lavoro congiunto per prendere iniziative per bloccare le partenze dei clandestini dalla Tunisia". Lo ha annunciato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, al termine dell'incontro con l'omologo francese Claude Gueant.
L'accordo con la Francia, ha continuato Maroni, prevede che le iniziative rientrino negli "accordi fra Italia e Tunisia che prevedono il pattugliamento congiunto delle coste sia aereo che navale".
"Siamo d'accordo - ha detto Gueant - sul rispetto stretto delle norme. Gli immigrati con un permesso di soggiorno temporaneo avranno la possibilità di circolare nel rispetto degli accordi di Schengen, che prevedono anche documenti di circolazione e risorse economiche. Dipenderà dai singoli Paesi - ha aggiunto il ministro degli Interni francese - verificare queste condizioni".
"Sulle questioni che hanno determinato polemiche tra Italia e Francia - ha spiegato anche Maroni - sulla libera circolazione per chi ha un permesso di soggiorno temporaneo si applicano le regole di Schengen e gli accordi bilaterali fra Italia e Francia secondo le regole esistenti". Maroni ha sottolineato che "le autorità francesi sono libere di verificare" i presupposti per il rispetto delle norme di Schengen. "In un rapporto di leale collaborazione tutte le questioni potranno essere risolte", ha concluso il ministro.
Secondo un portavoce della Commissione europea, Olivier Bailly, ''i colloqui di oggi sono molto importanti per chiarire" le rispettive posizioni e per "permettere di avanzare verso una soluzione europea" in vista della riunione dei ministri degli Interni dei 27 che si terrà lunedì a Lussemburgo.
Intanto, arrivano all'Italia accuse dalle autorità maltesi. Il ministro dell'Interno di Malta, Carm Mifsud Bonnici, ha accusato le autorità italiane di essere "irresponsabili" per essersi rifiutate di accogliere 171 migranti soccorsi in mare da una motovedetta maltese. Secondo il ministro, le autorità italiane hanno negato il permesso per il trasporto dei migranti a Lampedusa che dista circa 13 miglia nautiche dal punto del soccorso in mare e quindi molto più vicina di Malta.
