Il Cairo, 10 apr. (Adnmkronos/Dpa/Ign) - Il deposto presidente egiziano Hosni Mubarak ha negato di possedere beni all'estero. In un messaggio audio diffuso oggi dall'emittente Al Arabiya, l'ex capo di stato egiziano - che interviene pubblicamente per la prima volta dalla sua cacciata - dichiara di essere disposto a favorire qualunque iniziativa venga adottata per portare alla luce eventuali conti bancari o sue proprietà all'estero. Intanto, centinaia di manifestanti sono rimasti in piazza Tahrir al Cairoa seguito delle proteste di ieri: il filo spinato con cui era stata sigillata la piazza è stato usato dai dimostranti per barricarsi e chiudere gli ingressi alla piazza. Il Consiglio Supremo delle Forze Armate al potere nel paese ieri sera si era impegnato a rimuovere alcuni governatori provinciali nominati dal deposto presidente, tentando così un'apertura nei confronti della piazza, che però chiede che Hosni Mubarak e gli uomini a lui più vicini vengano processati rapidamente. Secondo Ahmed Salah, uno dei leader della protesta esplosa il 25 gennaio, in un'intervista al 'Corsera', dice che in Egitto "è in atto una cospirazione evidente per mantenere il vecchio regime. I militari guidati dagli ex uomini di Mubarak, come lo stesso capo del Consiglio Tantawi, e molti membri del partito dell'ex rais NDP hanno stretto un patto con i Fratelli musulmani e gli islamici per non cambiare niente e quasi tutti i partiti storici di opposizione tacciono per opportunismo. Stanno uccidendo la rivoluzione, nessuna delle nostre richieste e' stata esaudita". Per questo centinaia di migliaia di persone continuano a scendere in piazza e protestare, sottolinea.