Regione Lazio, scoperte tre microspie e una telecamera. Polverini: ''Amareggiata''
Roma, 11 apr. (Adnkronos) - Tre microspie e una telecamera sono state scoperte negli uffici della giunta regionale del Lazio, in via Cristoforo Colombo a Roma. Uno dei congegni è stato trovato nella stanza della governatrice Renata Polverini, dietro al televisore, mentre gli altri sono stati scoperti in altri uffici, nel corso di una bonifica iniziata da circa due giorni e non ancora conclusa.
''Ieri sera tornando dal Vinitaly mi hanno dato la notizia di aver trovato una microspia nella mia stanza in Regione - ha detto il presidente della Regione Lazio nel corso di un incontro con la stampa nel suo ufficio -. Questa situazione mi dà amarezza''. La Polverini ha indicato il punto dove si trovava la microspia, dietro il televisore.
Il presidente della Regione Lazio ha spiegato che non era mai stata fatta una bonifica dal suo insediamento. In merito alla possibilità di un controllo nel suo appartamento, dopo due tentativi di furto avvenuti nei mesi scorsi, la governatrice ha detto "vedremo se fare una bonifica anche a casa mia, anche se a casa - ha sottolineato ironicamente - tengo solo il pane".
''Dai controlli effettuati a febbraio - ha dichiarato - dopo aver notato un andirivieni di persone anche di notte nella Regione, sono stati scoperti 600 badge anonimi e 1.200 password non autorizzate per l'accesso intranet al sistema della Regione''.
''Capitava di firmare un decreto a mezzanotte e prima che io lo rendessi noto e ancor prima di andare sui giornali c'era chi sapeva'', ha poi detto il presidente della Regione Lazio. "E' capitato - ha ricordato - che anche la minoranza convocasse conferenze stampa su temi come la sanità prima che io presentassi le mie iniziative".
"La mia preoccupazione è che ci possa essere qualcuno che teme i cambiamenti che noi stiamo portando avanti in Regione. Dietro a questa scoperta ci può essere chiunque - ha proseguito Polverini - dalla malavita ai servizi deviati o ad aziende che si sentono penalizzate. Chiunque in questo Paese vuole dare, con capacità, una spinta diversa, viene preso di mira". Il presidente ha poi spiegato di avere allertato ieri il prefetto e di aver già presentato un esposto in Procura: "E' stato denunciato tutto".
La Procura di Roma ha infatti avviato accertamenti ipotizzando il reato di installazione abusiva di apparecchiature idonee ad intercettare e ad interferire illecitamente nelle conversazioni altrui. Gli accertamenti sono affidati al procuratore aggiunto Nello Rossi. Secondo quanto si è appreso le apparecchiature installate erano attive e si ritiene che siano state collocate contestualmente all'insediamento di Renata Polverini. Le microspie saranno ora analizzate dagli specialisti per stabilire chi siano stati i costruttori e chi possa averle collocate.
Il ritrovamento di microspie arriva a poche settimane di distanza dai due tentativi di furto nella casa della governatrice. Esattamente un mese fa, l'11 marzo scorso, ladri si erano introdotti nell'abitazione della Polverini, in zona San Saba a Roma. Era stata la domestica a trovare l'appartamento a soqquadro e un'inferriata divelta. Anche l'allarme era stato disattivato. E già qualche giorno prima, il 28 febbraio scorso, la casa era finita nel mirino dei ladri: due persone avevano provato a entrare dal balcone nell'appartamento e avevano forzato una finestra.
