Roma, 13 apr. - (Adnkronos) - "I bilanci pubblici restano sotto pressione in molte economie avanzate, nella zona euro debolezze strutturali e vulnerabilita' pongono rischi significativi ai bilanci delle banche e i rischi al credito restano alti". E' quanto afferma il Fondo monetario internazionale nel Global Financial Stability Report, sottolineando che in generale "i rischi alla stabilita' finanziaria globale sono diminuiti rispetto a ottobre 2010". Molte economie avanzate "sono alle prese con alti debiti", incluso il debito delle famiglie, i problemi nei bilanci delle bance e nella qualita' dei loro asset, le sfide legate ai titoli di stato. "Una riforma e un'azione politica incompleta ha lasciato alcuni segmenti del sistema bancario globale vulnerabile a ulteriori shock", ribadisce il Fondo monetario, sottolineando che "nonostante miglioramenti dei bilanci e significative iniziative politiche, alcune banche restanto non sufficientemente capitalizzate e vulnerabili". "Le banche piu' deboli vanno ristrutturate o dissolte, gli istituiti rimanenti vanno adeguatamente capitalizzati". Il Fondo elenca la ricetta in tre punti che la politica dovrebbe seguire per "riportare la ripresa su un percorso duraturo". Primo, risolvere il problema dell'alto debito e della debolezza dei bilanci delle economie avanzate; secondo, sviluppare un sistema finanziario piu' forte e robusto e soggetto a una maggiore disciplna di mercato; terzo, non abbassare la guardia contro i rischi di squilibri finanziari con i mercati emergenti. Parlando dell'Italia, l'Fmi sostiene come il debito delle famiglie sia il piu' basso delle economie avanzate. Il livello di indebitamento delle famiglie, spiega il rapporto, si attesta attorno al 50% del Pil, dopo troviamo solo i Brics, cioe' le economie emergenti Brasile, Cina, Russia e India. Al primo posto per indebitamento delle famiglie c'e' l'Irlanda (oltre 120% del pil) a seguire, tra gli altri, Gran Bretagna, Portogallo, Canada, Usa, con un indebitamento delle famiglie al 91% circa del Pil. "Nelle economie avanzate maggiormente colpite dalla crisi, i governi e le famiglie restano pesantemente indebitate" afferma il Fondo. Infine, si legge nel rapporto, "il mercato dei titoli della zona euro ha vissuto una nuova fase di volatilita' negli ultimi sei mesi". E viene ricordato che l'Irlanda ha alzato l'interesse sui titoli si stato alla notizia di nuove perdite del settore bancario e che gli spread dei titoli di stato di Belgio, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna, in rapporto ai bund tedeschi hanno raggiunto nuove vette. Il rapporto indica appunto Italia, Grecia, Belgio, Irlanda, Portogallo e Spagna tra i paesi a "spread alto", ovvero superiore a 150 punti base tra ll'ultimo trimestre del 2010 ed il primo del 2011. Differenziale basso invece per Austria, Finlandia, Francia, Germania e Paesi Bassi.