Roma, 13 apr. (Adnkronos/Ign) - Il Consiglio dei ministri ha approvato la Decisione di finanza pubblica e il Piano per le riforme. Secondo quanto si apprende, è in arrivo un decreto legge che raccoglierà alcune delle misure fissate dei documenti presentati oggi al Cdm. Nel corso del Consiglio, infatti, è stato annunciato che, a partire dal Pnr, tali documenti saranno trasferiti in un provvedimento che sarà varato a maggio. E' possibile che vi saranno aggiunte altre misure che faranno trasformare il decreto legge nella consueta manovra estiva. Da parte sua anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, fa sapere che una parte delle misure contenute nel Piano di riforme ''può essere oggetto di provvedimento legisltativo ma ci stiamo ragionando''. Bisogna puntare sullo sviluppo, che ''serve per la tenuta complessiva'' del Paese. Nel 2011 non ci saranno interventi drammatici, ''siamo convinti che il grosso degli interventi sarà sul 2013 e 2014'' afferma il ministro, che poi - alla domanda di un giornalista - aggiunge: ''Se pensa a drammatico intervento sul 2011 o sul 2012 lei pensa in modo pessimistico'' perché in questi anni saranno fatti interventi di manutenzione. ''Dobbiamo intervenire ma con tempistica e tecnica che definiremo in modo serio e complessivo''. "Il nostro obiettivo è raggiungere il pareggio di bilancio tra il 2013 e il 2014. In funzione di questo faremo calcoli, conti ed adotteremo provvedimenti che comunque escludono, in ogni caso, lacrime e sangue" dice il ministro a chi gli chiedeva se si potesse profilare una manovra 'lacrime e sangue' per ottemperare alle linee di rigore europee. "Noi adesso stiamo lavorando ad una azione efficace", ha proseguito riferendosi al Pnr. E, in ogni caso, "la crisi economica è stata gestita con grande efficacia". Il ministro spiega quindi perché l'Italia è stata superata dalla Germania nella classifica del debito pubblico: ''Per Paesi come il nostro, il debito è salito e il pil è sceso; in altri il debito è salito violentemente non perché il pil sia sceso ma perché ha affrontato grandi spese. Il nostro debito è salito non perché c'è stata più spesa ma perché è sceso il pil''. Inoltre, aggiunge, "si dice che il governo ha definito il provvedimento in fretta e si è dimenticato della dimensione Ue. Non è vero perché il governo l'ha presentato ad aprile, come previsto dal semestre Ue". Ridurre il debito pubblico ''è fatto assolutamente importante'' e ''dal 2015 anche noi ci dedicheremo alla riduzione del debito'' come previsto con l'Unione. Così il premier Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa che segue il Cdm. Il presidente del Consiglio ricorda quindi che, a Bruxellles, ''abbiamo portato avanti una realtà'' secondo cui ''la situazione di solidità del Paese non si può misurare solo attraverso il debito pubblico ma anche attraverso altri parametri che abbiamo chiamato fattori rilevanti; il primo fattore rilevante è il debito privato''. "Con il Piano nazionale delle riforme e il Documento di economia e finanza abbiamo fatto un lavoro cospicuo" aggiunge Berlusconi. "Abbiamo adempiuto così ad un impegno preso nei confronti dell'Europa".