Wsj lancia Alfano 'delfino' Berlusconi, Bonaiuti: "Nulla di deciso, solo ragionamenti"
Roma, 13 apr. (Adnkronos) - ''Le frasi del presidente del Consiglio riportate dal Wall Street Journal sono solo ragionamenti che spesso sulla stampa estera vengono presi come apodittici''. Non appena si diffonde la notizia in Transatlantico, a Montecitorio, delle parole di Silvio Berlusconi sulla sua intenzione di non ricandidarsi come premier nel 2013 e di affidare il timone del Pdl al Guardasigilli Angelino Alfano, Paolo Bonaiuti 'corre ai ripari', precisando che ''nulla è stato deciso in proposito''.
I Cavaliere si sarebbe espresso in questi termini ieri sera, durante la cena con alcuni corrispondenti della stampa estera. ''E' stata data troppa enfasi - sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio e portavoce del premier - questo non è un ragionamento ancora definito, non sono verità consumate''.
Secondo quanto riferito da alcuni presenti alla cena di ieri sera con la stampa estera, il premier avrebbe citato tra i papabili alla guida futura del Pdl, non solo il nome di Alfano ma anche quello di Mariastella Gelmini, Franco Frattini e Maurizio Sacconi. Dopo il voto dell'Aula dal canto suo Alfano ha lasciato la Camera senza dichiarazioni ai giornalisti. Il ministro della Giustizia tace in proposito, ma dal suo entourage fanno notare che quando in passato gli hanno chiesto come si sente nel ruolo del 'delfino' ha sempre risposto: ''Dopo Berlusconi c'è una squadra intera''. Un modo, spiegano, per smentire ogni illazione su sue possibili candidature alla premiership.
Durante la cena, Berlusconi avrebbe dunque ribadito che completerà la legislatura, mentre per un'eventuale candidatura come premier alle elezioni nel 2013 tutto dipenderà dal 'responso' dei sondaggi. In caso contrario, avrebbe spiegato il premier, resterà a fare il 'padre nobile' del Pdl. Il Cavaliere, raccontano, avrebbe parlato anche dello stato di salute del partito, attraversato in questi mesi da fibrillazioni legate alle varie 'correnti' interne. E' fisiologico, in un grande partito è normale che ci sia una forte dialettica interna, avrebbe detto in sostanza il presidente del Consiglio, garantendo che alla fine ogni malumore rientrerà, perché lui è leale e viene incontro alle richieste di tutti.
Il Cavaliere ha inoltre confermato che allargherà la squadra di governo con una seconda tranche di nomine (tre viceministri e oltre una decina di sottosegretari). Il 'rimpastino', riferiscono fonti parlamentari della maggioranza, potrebbe arrivare la prossima settimana, come confermano anche in ambienti vicini al gruppo dei 'responsabili'.
Il premier, riferiscono alcuni presenti all'incontro con i giornalisti stranieri, avrebbe anche parlato del sottosegretario Gianni Letta come possibile candidato al Colle.
