Roma, 16 apr. - (Adnkronos) - Non solo aspiranti sindaci e assessori, presidenti e consiglieri, futuri eletti e trombati: nelle pieghe del lungo elenco del Viminale dei 1.344 Comuni chiamati al voto del 15 e 16 maggio, di cui 30 capoluoghi di provincia, fanno capolino eventi storici e fattacci di cronaca, nascite vip e prese in giro, politica e letteratura, cultura e religione, turismo e gastronomia, richiamando alla memoria nomi di piccoli paesi assurti all'onore o al disonore delle cronache presenti o passate: per un omicidio o un disastro sui quali si sono accessi i riflettori dei media o per aver dato natali illustri, o magari anche solo per il nome che 'portano'. Volendo iniziare proprio da questi ultimi, è curioso notare che accanto alle tre città più grandi d'Italia dopo la capitale Roma, ovvero Milano, Napoli e Torino, si voti proprio nei tre comuni che gli italiani hanno la consuetudine burlesca di pronunciare come termine di paragone per indicare un posto 'improbabile' e remoto: Pizzighettone, Sgurgola e Canicattì. Altri piccoli paesi, chiamati anch'essi alle urne, evocano invece nel loro nome toponomastico i grandi che vi sono nati: in testa Grinzane Cavour e Caravaggio, cui potrebbero aggiungersi quasi automaticamente Bussetto per il 'cigno' Giuseppe Verdi e Arpino per Cicerone, noto appunto come 'arpinate'. Spazio anche alla religione. Basti pensare che si vota sia a Pietrelcina, dove è nato padre Pio, sia a San Giovanni Rotondo, luogo dove ha svolto la sua vita da santo, fra veri o presunti miracoli e guarigioni e dove la sua tomba è veneratissima e meta di pellegrinaggi. Per i più tradizionalisti, si può osservare che si vota a Loreto, sede del grande santuario dedicato alla Madonna. Passando dalla storia e dalla religione ai temi più prosaici dello spettacolo, sono attesi al voto Goro, paese natale della 'pantera' Milva; Bagnara Calabra che ha dato i natali alle sorelle Mia Martini e Loredana Bertè; Fiano Romano dove è cresciuta, bene, Sabrina Ferilli. Ma nel cinema, il derby nazionale più atteso è sicuramente quello che porta al voto sia Pozzuoli che Subiaco, le città delle due indiscusse 'regine' della bellezza in celluloide ed eterne rivali Sophia Loren e Gina Lollobrigida. E' breve, o dovrebbe auspicabilmente esserlo, il passo fra cinema e cultura. Così, puntando sempre un occhio alle urne e l'altro alla letteratura, troviamo nell'elenco del Viminale sui Comuni dove si vota Capua, sede dei famosi 'placiti capuani' primo documento scritto in volgare che attesta il passaggio dal latino all'italiano; e Lentini dove Jacopo, esponente di spicco della Scuola Siciliana, fu il primo a comporre un sonetto. Per venire ai giorni nostri, e passando per Carmagnola che richiama i ricordi scolastici sul locale conte descritto in un romanzo di Alessandro Manzoni, si può arrivare in Sicilia, scegliendo fra la Bagheria che ha dato i natali alla scrittrice Dacia Maraini, nonché al pittore Renato Guttuso e al regista Giuseppe Tornatore, e Porto Empedocle, di cui è figlio Andrea Camilleri, a sua volta padre del commissario Montalbano. Anche la cronaca nera non è avara di 'proposte elettorali'. Si comincia con Vajont dove il cedimento di una diga provocò nel 1963 la cifra agghiacciante di 1.918 morti. Si prosegue poi con le faide della 'ndrangheta calabrese a Locri e a Taurianova. Si arriva quindi ai fattacci di cronaca dei nostri giorni, dove il nome di due paesi richiama immediatamente i due omicidi che vi si sono consumati: Garlasco e Avetrana, ovvero l'assassinio di Chiara Poggi il 13 agosto del 2007 e quello di Sarah Scazzi il 26 agosto del 2010. Un piccolo spazio, fra cronaca e politica, se lo ritagliano anche altri tre piccoli comuni: Castiglion Fibocchi, dove fu rinvenuto l'elenco degli iscritti alla loggia massonica deviata della P2 guidata da Licio Gelli; Arcore con la residenza berlusconiana di Villa San Martino al centro del caso Ruby e dintorni; Casoria, dove il Cavaliere festeggiò il compleanno di Noemi Letizia. Numerosi i 'derby' turistici. Se i patiti della montagna possono schierare elettoralmente Bormio, Livigno, Ovindoli, Roccaraso, Gran Sasso e Tagliacozzo; i fan del mare possono replicare con Portofino, Alassio, Grado, Cattolica, Castiglion della Pescaia, Sperlonga, Amalfi, Ravello, Vieste, Porto Cesareo, Soverato, Capo d'Orlando, Terrasini e Orosei. Può mettere d'accordo tutti l'arte, con le medievali Assisi e Gubbio e la perla del barocco Noto, il 'giardino di pietra' patrimonio dell'umanita' tutelato dall'Unesco. E per finire a tavola questo giro elettorale fra i comuni minori chiamati alle urne, il menù è bello che pronto: pasta di Fara San Martino e porchetta di Ariccia, il tutto innaffiato da un vino bianco Barbaresco o da un rosso Cirò e, per gli astemi, da un'acqua frizzante San Pellegrino. Insomma, in queste urne elettorali, spigolando per i 1.344 Comuni chiamati al voto del 15 e 16 maggio, ce n'è davvero per tutti i gusti...