Roma, 16 apr. - (Adnkronos) - Una sentenza "diversa" e "importante" perché per la prima volta introduce il dolo. E' questa, per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, la portata della decisione dei giudici della Corte d'Assise di Torino che ieri hanno condannato a 16 anni e mezzo l'ex amministratore delegato della ThyssenKrupp per la morte di sette operai nel 2007. Una sentenza che deve far riflettere tutti, a cominciare dal governo che sul tema della sicurezza sul lavoro aveva pronunciato "frasi infelici". La Camusso ha commentato, in questi termini, la condanna comminata dei vertici della società tedesca, parlando a margine dell'assemblea dei delegati della confederazione in vista dello sciopero generale del 6 maggio prossimo. "Questa è una sentenza diversa perché la vera differenza rispetto al passato, in cui le sentenze erano connesse al concetto di colposo, introduce il dolo: in altre parole, c'è un comportamento che determina il fatto. Da questo punto di vista è importante perché questa vicenda è l'esempio di che cosa si può determinare in un'azienda in dismissione e vendita, quando si decide di non investire più in sicurezza". Di una sentenza "esemplare", in grado di fare "giurisprudenza e di essere utile per tutti gli altri processi sugli infortuni sul lavoro" parla Antonio Boccuzzi, unico sopravvissuto al rogo del 6 dicembre 2007. "Ieri è stata scritta una pagina importante" con la condanna delll'ad. "E' stata sicuramente una sentenza che ha dato il risultato che auspicavamo - commenta Boccuzzi all'ADNKRONOS - Era importante che questo processo fosse esemplare e che ora possa fare giurisprudenza, possa essere utile a molti altri processi sugli infortuni sul lavoro". La sentenza è anche un monito alle aziende ad impegnarsi per garantire la sicurezza sul lavoro: "Rappresenta un deterrente importante: si è stabilito che chi sbaglia paga e in questo caso paga anche in modo importante - sottolinea - Ciò che, fino a oggi, non è mai accaduto perché tutto veniva derubricato come omicido colposo e nessuno sarebbe mai finito in galera pagando lo scotto". Ieri, in aula, alla lettura della sentenza, "io e i famigliari delle vittime abbiamo scaricato la tensione accumulata in questi tre anni e mezzo - riferisce l'unico sopravvissuto all'incendio - Questo è un primo baluardo, è una sentenza di primo grado e, come già annunciato, la Thyssen ricorrerà in appello. E' comunque un primo traguardo di un percorso iniziato dopo il rogo alla Thyssen, sono venute a galla le responsabilità e ieri tutti noi e i familiari delle vittime abbiamo scaricato la tensione e il dolore. Nulla ci ripaga di quello che abbiamo perso ma c'era una forte esigenza di giustizia". Come spiega Boccuzzi, da parte sua e dei familiari non c'era voglia di "vendetta ma la forte esigenza di giustizia. E credo che ieri si sia scritta una pagina importante". E sull'importanza che ha avuto il tener alta l'attenzione mediatica sul processo, Boccuzzi non ha dubbi: "Qualche avvocato della difesa ha definito il processo come 'politico', credo che sia una visione miope e che non si sia colto il vero senso di quanto accaduto ieri - commenta - L'attenzione mediatica ha contribuito perché potesse essere un processo veloce, perché si svolgesse in tempi ragionevoli. In questo senso l'attenzione mediatica ha avuto un ruolo importante ma non sulla sentenza". Ora, l'impegno dell'unico sopravvissuto alla tragedia e dei familiari delle vittime prosegue. "Rimane in piedi quello che abbiamo fatto fino ad adesso - assicura Boccuzzi - Anche l'associazione andrà avanti e il nostro contributo è rimanere uniti". Già si guarda agli altri gradi del processo: "E' importante non abbassare la guardia e porremo attenzione rispetto agli altri due gradi. E' importante dare un contributo a tutte le altre situazioni che non hanno l'attenzione mediatica che il rogo Thyssen ha avuto", precisa. E sull'ipotesi che in appello la sentenza possa essere diversa, l'unico sopravvissuto alla tragedia commenta: "Un capovolgimento della sentenza sarebbe se non una beffa un passo indietro rispetto a questo nuovo spirito, a questa nuova giurisprudenza. E sarebbe una sconfitta per tutti".