Roma, 17 apr. - (Adnkronos) - ''Berlusconi è uno dei problemi italiani, anzi oggi è 'il' problema italiano''. Lo dice Walter Veltroni nel suo intervento al seminario dei liberal del Pd ad Amelia. ''Berlusconi -spiega- è un tappo alla vita politica e al discorso pubblico in Italia, da 15 anni Berlusconi impedisce che il paese recuperi una dialettica normale. Berlusconi e il berlusconismo hanno ibernato e paralizzato la vita pubblica italiana'', insiste l'ex segretario del Pd. che usa toni durissimi e preoccupati: "Serve restituire il senso della speranza al paese. Un paese che invece è arroccato e chiuso, preda del 'localismo' dal quale possono derivare conseguenze nefaste". C'è il rischio di derive autoritarie in Italia: ''Il problema vero -spiega-, reale di una democrazia del nuovo millennio, è un problema che noi dobbiamo assumere su noi stessi, per evitare che altri assumano il problema per dargli la risposta più facile e più pericolosa''. ''Per le esperienze più tragiche del Novecento è andata cosi': un problema al quale è stata data la risposta piu' facile'', rimarca Veltroni. Il paese, sottolinea, è ''dominato dalla paura'' e da questa c'è il rischio che nascano ''arroccamenti autoritari''. ''Quando si slitta verso un abisso -avverte- non ci si accorge, perché non succede da un giorno all'altro, ma un po' alla volta. Scendendo gradino dopo gradino si fa fatica a mantenere la capacità di indignazione''. Da qui l'affondo a Berlusconi: ''Il presidente del Consiglio ha detto cose sui magistrati che nessuno può dire, nessuno può dire 'magistrati eversivi''', insiste con un riferimento ai manifesti anti procura apparsi a Milano: ''Le Brigate rosse, come la mafia e la camorra, i magistrati li uccidono'', ricorda l'ex segretario del Pd. ''Berlusconi non può dire le cose che ha detto sulla scuola, Berlusconi delegittima il lavoro dei magistrati e il lavoro degli insegnanti'', dice ancora Veltroni. ''Siamo in una situazione molto pericolosa perché il paese -ammonisce Veltroni- è fermo economicamente, la crescita zero, la spesa pubblica che aumenta, il debito pubblico che aumenta, una precarizzazione estrema della condizione di lavoro di milioni e milioni, non più di giovani, ma di intere generazioni. Una situazione che vede un dilagare della corruzione e della criminalità: altro che '92 è molto peggio''. ''La corruzione e la criminalità sta investendo molta parte del paese, con poteri criminali che occupano economie in molte parti del paese e che condizionano il ceto politico con una forza e una prepotenza che creano un problema gigantesco'', dice Veltroni. E il paese si è trasformato, ha perso la tradizionale fama di accoglienza: ''C'è un localismo esasperato che finirà per decretare l'esito di una società violenta, perche' la conclusione dell'indiviualismo esasperato non puo' che essere il conflitto e la violenza. E allora dobbiamo condurre una grande campagna fondata sulla speranza, restituire a un pase dominato dalla paura il senso della speranza. La paura -avverte Veltroni- determina arroccamenti che possono diventare arroccamenti autoritari''.