Fiat, ''ok al piano o investimento a rischio''. Sacconi: ''Situazione molto preoccupante''
Roma, 19 apr. (Adnkronos/Ign) - "Fim, Uilm e Fismic hanno ribadito la loro condivisione dell'iniziativa, mentre la Fiom ha nuovamente espresso posizioni che impediscono di creare le condizioni necessarie per avviare l'investimento". Lo spiega una nota della Fiat sull'incontro che si è svolto questa mattina al Lingotto, tra l'amministratore delegato Sergio Marchionne e i sindacati sulla ex Bertone, oggi Officine Automobilistiche Grugliasco.
Secondo l'azienda sarebbe infatti impossibile realizzare gli obiettivi del piano senza il consenso dell'organizzazione sindacale che conta il maggior numero di iscritti fra i dipendenti e la maggioranza nelle Rsu dello stabilimento.
"Pertanto - prosegue la nota - se non ci sarà in tempi brevissimi una precisa e dichiarata approvazione del piano da parte del sindacato, Fiat rinuncerà al progetto e avvierà la ricerca di una nuova allocazione per l'investimento relativo alla produzione della nuova Maserati del segmento E". L'azienda precisa poi che "si riserva di tenere in considerazione la richiesta di Cisl, Uil e Fismic di dare la preferenza a un sito italiano"
Problemi potrebbe creare anche il ricorso presentato ieri dalla Fiom sull'accordo di Pomigliano: "L'implementazione del programma Fabbrica Italia - spiegano dal Lingotto - potrà essere condizionata dagli sviluppi delle azioni giudiziarie promosse nei giorni scorsi dalla Fiom".
A questo punto, ''si potrebbe profilare una situazione molto preoccupante per il futuro dell'auto a Torino e in Italia''. Ad affermarlo in una nota è il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Il Governo, aggiunge il ministro, ''ha sin qui operato per accompagnare il necessario consenso della maggioranza dei lavoratori e non resterebbe certo spettatore di fronte al prodursi di una situazione critica''
''Ma nessuno - rileva il ministro - si illuda che esso possa sostituire con altri mezzi le buone relazioni industriali che sole costituiscono la garanzia della piena utilizzazione degli impianti e quindi degli investimenti, dell'occupazione e del maggiore salario''.
Gli investimenti, sottolinea Sacconi, ''sono ormai evidentemente collegati a un sistema di relazioni industriali di tipo cooperativo per cui, se dovesse prevalere la linea del sabotaggio, l'Italia potrebbe dover affrontare una pericolosa deindustrializzazione nel settore manifatturiero piu' rilevante in se' e per le induzioni che lo caratterizzano''.
