Salute: ultracentenari raddoppiati a Milano, il segreto e' sorridere
Milano, 3 mag. (Adnkronos Salute) - Al giro di boa del secolo di vita con il sorriso stampato sulla faccia. La scienza dà ragione a una delle massime più fortunate del poeta romagnolo Tonino Guerra. "L'ottimismo è il profumo della vita", diceva sorridendo dal piccolo schermo in qualità di testimonial di una catena di negozi di elettronica. I ricercatori confermano e rilanciano: "L'ottimismo allunga la vita". Sarebbe questa la ricetta della longevità: emozioni positive, serenità, sense of humour. Qualità che, a detta degli scienziati, sono un passaporto per la 'quarta età'.
Lo sanno bene a Milano, metropoli di centenari felici e in buona compagnia. La categoria è infatti praticamente raddoppiata in 10 anni, passando da quota 220 a 430. In una città che invecchia a vista d'occhio: oggi gli anziani sono il 24% della popolazione milanese e sono più di 300 mila.
La società degli over 100 non ha bisogno di quote rosa: le donne, sottolinea Carlo Vergani, docente di geriatria all'università Statale di Milano, battono gli uomini 7 a 1". Ma in questa partita "i geni pesano per il 30%. Il 70% si gioca sugli stili di vita", avverte lo specialista. "Vecchi 'sbagliati' si diventa da bambini". E se l'icona a cui ci si ispira è Matusalemme, sorridere è la strada giusta per imitarne le gesta. Come sembra suggerire, tra le altre, una ricerca americana riferita dagli esperti.
Un intero filone di studi approfondisce l'argomento. Su tutti una ricerca sul binomio longevità-felicità della Wayne University. Gli scienziati Usa hanno esaminato le foto dei giocatori della major League di baseball del 1950. E hanno scoperto che chi sfoggiava sempre il classico 'sorriso a 32 denti' è arrivato in media al traguardo di 80 anni, a dispetto dei 'musoni' che si sono fermati a 72. A metà fra i due estremi, i giocatori immortalati con un mezzo sorriso che hanno raggiunto i 75 anni.
La teoria, osserva Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano, è che "l'ottimismo attiva la cosiddetta 'resilienza', una sorta di capacità di resistere, e si oppone alle malattie". La felicità sarebbe dunque in grado di "stimolare biologicamente la salute, allungando la vita".
Ma gli ingredienti dell'elisir di lunga vita sono molti di più: "Un ambiente ricco, caldo e interattivo - elenca lo psichiatra - la luce del mattino, l'esercizio fisico, gli stimoli per l'apprendimento e la memoria, l'alimentazione amica del cervello, una buona igiene del sonno. Senza dimenticare l'amore, amico intimo del fattore felicità".
