Giovane ucciso a calci e pugni sabato notte a Roma, due aggressori 'pescati' su Fb
Roma, 29 giu. - (Adnkronos/Ign) - Un morto e due fermi. E' questo l'epilogo del pestaggio ad Alberto Bonanni avvenuto sabato sera a Roma, nel Rione Monti: il giovane di 29 anni è morto questa mattina a Roma per le gravissime ferite riportate nell'aggressione. Due presunti autori delle violenze sono stati invece fermati nelle scorse ore.
Secondo la ricostruzione degli uomini del commissariato Esquilino, la vittima, si trovava con altre persone all'esterno del 'The sailors', locale di via Leonina, nel quartiere Monti, dove aveva assistito a un concerto di musica rock di alcuni amici con i quali stava chiacchierando in strada. Un gruppetto di ragazzi che con i loro schiamazzi hanno infastidito un residente del quartiere che li ha richiamati e successivamente è sceso in strada e urlando ha cominciato a rimproverarli.
Le grida avrebbero attirato l'attenzione di un gruppo di ragazzi che sopraggiunti alle spalle dei giovani ha cominciato a picchiare.
Il 29enne e i suoi amici colti di sorpresa dall'improvvisa aggressione non hanno quasi reagito, anzi alcuni spaventati sono scappati, mentre Alberto si è accasciato al suolo. A quel punto gli aggressori non hanno però smesso di colpirlo ancora, con violenza procuranogli diverse fratture alla manfibola, la rottura del setto nasale e un edema cerebrale.
Secondo alcuni testimoni gli autori del pestaggio sarebbero stati in 3-4 ma per il momento gli investigatori sono riusciti a identificarne due, arrestati ieri sera.
Si tratta di due 21enni, entrambi habituè del quartiere Monti: Cristian Perozzi, con precedenti penali per spaccio e Carmine D'Alise, originario di Acerra, in provincia di Napoli.
Gli agenti grazie alle descrizioni fornite da alcuni testimoni sono riusciti a fare un identikit di uno dei due ragazzi, poi attraverso accurate ricerche sono riusciti a rintracciare un profilo corrispondente su Facebook. Al vaglio degli investigatori sono ora le immagini di alcune telecamere della zona.
Tristezza e sgomento tra gli amici di Alberto. Quando sono stati sentiti dagli agenti della polizia erano tutti sotto choc.
I genitori del 29enne sono stati giorno e notte in ospedale fino a questa mattina quando è morto. Il padre e la madre hanno poi deciso di autorizzare l'espianto degli organi.
