Torino, firme false alle scorse Regionali: condannato Michele Giovine e suo padre
Torino, 30 giu. - (Adnkronos) - Due anni e otto mesi per Michele Giovine, due anni e due mesi per suo padre Carlo. E' la decisione del Tribunale di Torino per i due, imputati per aver falsificato le firme della lista 'Pensionati per Cota' alle scorse regionali.
Il giudice del Tribunale di Torino, Alessandro Santangelo, ha dichiarato la falsità di tutte le 17 firme. Il pm Patrizia Caputo aveva chiesto tre anni e 6 mesi per Michele Giovine, 2 anni e 6 mesi per suo padre Carlo più pochi euro di multa.
Per loro il giudice ha anche stabilito l'interdizione dai pubblici uffici, per un anno e sei mesi per Carlo Giovine e due anni per Michele. Il solo Michele Giovine invece è stato privato dei diritti elettorali per 5 anni. E' stato inoltre disposto il pagamento di provvisionali per circa 70mila euro, rimandando la decisione sui risarcimenti in sede civile. In particolare i due dovranno versare: 20mila euro per l'ex presidente Bresso, 10mila euro ciascuno per i Verdi e i Radicali, 12mila euro a testa per Francesco Romanin, rappresentante della lista 'Insieme per Bresso', e Staunovo Polacco, della lista 'Pensionati per Bresso', più il pagamento delle spese processuali. Per i due, presenti in aula, le parti civili avevano chiesto un totale di quasi 700mila euro di risarcimenti.
"Me l'aspettavo, non c'è niente di nuovo sotto il sole", è stata la reazione a caldo di Michele Giovine. "Non credo che ricorrerò", ha detto d'impulso subito dopo la sentenza anche se il suo difensore, l'avvocato Cesare Zaccone, ha già annunciato che farà ricorso.
"E' stata riconosciuta la falsità di una lista determinante per la vittoria delle ultime elezioni regionali. Si è accertato che le elezioni sono state falsate", ha detto dal canto suo l'ex presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso. "Mi auguro che l'intero procedimento giudiziario faccia coincidere il diritto con la realtà politica", ha concluso Bresso.
"L'unica conseguenza corretta sarebbero le dimissioni di Cota", è il lapidario commento dell'avvocato Gianpaolo Zancan, legale di parte civile di Mercedes Bresso.
La differenza voti tra Roberto Cota e la Bresso è stata di 9.372 e la lista di Giovine aveva preso in Piemonte oltre 27mila voti. "Il presidente Cota - prosegue Zancan - non poteva non sapere che le tesi della difesa non avevano alcuna possibilità di essere accolte. Ora è intervenuta una sentenza di primo grado ma di fatto non credo sarà modificabile né in appello né in Cassazione perché è astato vedere come si sono mossi i giudici e i difensori, che hanno sostenuto una tesi diversa dall'altra. A questo punto - conclude - Cota dovrebbe prenderne atto".
La lista 'Pensionati per Cota' dei Giovine è una di quelle al centro dei ricorsi elettorali presentati al Tar dal centrosinistra, dopo la vittoria di Cota alle regionali del 2010. Nell'ambito dei ricorsi era stato disposto il riconteggio delle schede elettorali, poi bloccato dal Consiglio di Stato. La lista di Giovine era stata però momentaneamente esclusa dai ricorsi da parte del Tar, in attesa del procedimento civile. Una decisione, questa, contestata dal Consiglio di Stato, per il quale il Tar avrebbe dovuto pronunciarsi nel merito. Sulla questione deciderà la Consulta il prossimo 4 ottobre.
