Gaspare Spatuzza torna sotto protezione.
Palermo, 1 lug. (Adnkronos/Ign) - Il pentito di mafia Gaspare Spatuzza è sotto protezione. I giudici della prima sezione del Tar del Lazio hanno infatti annullato la decisione della Commissione pentiti del ministero dell'Interno che un anno fa aveva rigettato l'ammissione al programma di protezione per il neocollaboratore di giustizia. La conferma viene data dal legale di Spatuzza, Valeria Maffei.
''Giustizia è stata fatta - ha detto il legale all'ADNKRONOS - aspettiamo però di leggere le motivazioni di questa sentenza. Noi siamo contentissimi. In un anno abbiamo fatto tanti ricorsi. Finalmente uno dei ricorsi è stato accolto''. L'anno scorso si erano scatenate molto polemiche sulla non ammissione al programma di protezione di Spatuzza.
"Noi abbiamo sempre detto che la violazione comportamentale di Gaspare Spatuzza c'era sempre stata perché le dichiarazioni erano tardive, ma abbiamo anche detto che l'entità e l'importanza di queste dichiarazioni poteva costituire una giustificazione della tardività". Così il Procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, commenta la decisione sottolineando che "da un punto vista strettamente giudiziario, la tardiva rivelazione di Spatuzza non era particolarmente influente. Ma i fatti dichiarati potevano essere utilizzati, come lo sono stati, sia pure senza una decisiva influenza nella sentenza finale. Per queste motivazioni avevamo espresso qualche perplessità. Riconoscendo, tuttavia, che era un argomento opinabile".
La decisione del Tar del Lazio "è una sentenza importante, che può restituire fiducia al mondo dei pentiti, anche quando parlano di fatti scottanti" ha detto all'ADNKRONOS il Procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia. "Non si pensi che i pentiti vengano 'puniti' se parlano di alcuni fatti particolari - ha continuato - quindi ritengo importante questa decisione del Tar".
Nel merito della sentenza, Ingroia si limita a dire: "Leggeremo le motivazioni, ma l'anno scorso ci convincevano poco le motivazioni della Commissione pentiti del Ministero dell'Interno. Attendo con interesse le motivazioni per vedere se è stata confermata la nostra impostazione".
