Roma, 2 lug. (Adnkronos) - "Il minimo sindacale, con alcune ridicole prese in giro sui costi della politica (dove si annunciano misure puramente simboliche) e una buona quantità di assegni post-datati". E' il giudizio sulla manovra di Italiafutura. Gli assegni post datati sono quei provvedimenti che "avranno effetto solo dalla prossima legislatura e che rappresenteranno un alibi formidabile per chiunque governerà il paese dopo il 2013". E l'associazione guidata da Luca Cordero di Montezemolo si mostra scettica sull'efficacia. "Abbiamo forti dubbi che, nel medio periodo, questo risulterà sufficiente per arginare le turbolenze finanziarie internazionali". Ma "per il momento e considerando la situazione della maggioranza, non era realistico aspettarsi qualcosa di più o di meglio". Il problema "non è tanto nei numeri della manovra quanto nei dati, preoccupanti, su inflazione e disoccupazione che per ironia della sorte l'hanno rispettivamente preceduta e seguita di appena poche ore". Di queste cose "Governo e opposizione sembrano curarsi poco". Sulle liberalizzazioni, secondo Italiafutura, "l'esecutivo della rivoluzione liberale non solo non ha fatto nulla ma ha persino protetto e incentivato i monopolisti pubblici e privati, fino a teorizzare un ritorno strutturale dell'intervento dello Stato nell'economia". Il Pd d'altra parte, "che pure su questo tema si era speso molto in passato, con i referendum ha compiuto un radicale cambio di rotta adottando la linea del 'Diciamo No e poi vediamo'''. "Ancora peggio va sul fronte dell'esclusione dal mercato del lavoro di donne e giovani dove, a parte qualche mancia dal sapore populistico, nulla di serio accade o viene anche solo progettato", si fa notare. Berlusconi, ricorda Italiafutura, presentando la manovra, ha chiesto il sostegno dell'opposizione, pur confermando l'uso della fiducia "per paura delle resistenze interne alla maggioranza". Ora, se l'offerta è seria, il presidente del Consiglio "dovrà dare qualcosa in cambio che non metta a rischio i contenuti e i tempi di approvazione della manovra". E sarebbe auspicabile che "l'opposizione, mandate in soffitta le pulsioni populistiche postelettorali e le battute da cabaret, chiedesse, come contropartita a una non belligeranza sulla manovra e un impegno (doveroso) sui saldi 2013 2014, l'apertura di un cantiere di lavoro comune su welfare, liberalizzazioni e fisco".