Napolitano: ''Le nostre decisioni sulla manovra al momento giusto'' Salva-Fininvest, i dubbi della Lega
Roma, 5 lug. (Adnkronos/Ign) - "Non dico nulla. Sulla manovra, quando sarà il momento, conoscerete le nostre determinazioni". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, presente al convegno 'Europa più democratica', ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sul testo trasmesso ieri dal governo al Quirinale.
Intanto, mentre è stata rimandata a data da destinarsi la conferenza stampa sulla manovra, prevista per oggi alle 12 al Tesoro, a cui avrebbero dovuto partecipare i ministri Tremonti, Sacconi, Romani, Brunetta e Calderoli, è bufera sulla norma salva-Fininvest inserita nel provvedimento.
La decisione del governo di inserire la misura che potrebbe congelare l'esecutività del maxi risarcimento a carico della Fininvest nell'ambito della causa civile sul lodo Mondadori non sarebbe piaciuta ai vertici della Lega. Dalle parti di via Bellerio storcono il naso e trapela più di qualche malumore.
A quanto si apprende, Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli non avrebbero nascosto la sorpresa per una norma che non sarebbe stata prima discussa nel Cdm dedicato al varo del provvedimento. Il malumore del Carroccio, a quanto si apprende, sarebbe dovuto al metodo adottato dal governo, che con un vero e proprio 'blitz', praticamente a 'scatola chiusa' avrebbe inserito la norma in questione senza un confronto con gli alleati. 'Bastian contrario' Mario Borghezio, europarlamentare del Carroccio, che non la ritiene ''così scandalosa, perché ha un fondamento sul piano economico, visto che eviterebbe gravi e negative conseguenze su aziende importanti''.
''Non ne so nulla, non l'ho scritta io - taglia corto Niccolò Ghedini - Non mi occupo di civile, ma di penale... Non ho nulla da dire''. "Non c'è stata una discussione approfondita in Consiglio dei ministri - dice il ministro degli Esteri, Franco Frattini - Se capisco bene si tratta di una norma di ordine generale e non particolare", un principio "che già esiste nel Codice civile. Non c'è nessun intento ad personam".
"Mi auguro che tutti vorranno giudicare la norma in sé" auspica il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "Credo - spiega - che sia una norma corretta ed equilibrata perché consente di tutelare le parti di questo contenzioso, nel senso che richiede la cauzione a colui che è soccombente nel secondo grado di giudizio ma non lo mette nella condizione di avere magari un danno irreversibile a fronte magari di un esito che alla fine potrebbe rivelarsi per questa parte positivo".
Ma il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, avverte: la norma inserita nella manovra economica rischia di "violare il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge". E lancia l'allarme sui rischi di una norma che "stravolgerebbe il sistema". "Non entro nel dettaglio di un provvedimento non ancora presentato in Parlamento - sottolinea Vietti - mi limito a rilevare che il principio dell'esecutività delle sentenze di secondo grado è un principio generale che vigeva già prima che diventassero provvisoriamente esecutive le sentenze di primo grado". Con la norma, fa notare ancora il vicepresidente del Csm, "si creerebbe disparità tra chi è in grado di pagare la cauzione e chi non lo è".
La polemica non si placa. "Sembra che la conferenza stampa di oggi sia saltata per ragioni di maltempo - afferma Antonio Misiani, componente Pd in Commissione Bilancio alla Camera - Resta da capire se il maltempo durerà l'intera giornata, facendo saltare tutti gli appuntamenti previsti per sollevare i rappresentanti del governo dalla vergogna di dover rispondere ai giornalisti".
"Stiamo assistendo oggi ad un vergognoso balletto nel Pdl e nella maggioranza sulla norma che riguarda il Lodo Mondadori - rincara la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro - Da una parte c'è Ghedini che dice di non saperne nulla, dall'altra c'è il ministro Sacconi che parla di una norma equilibrata. E mentre la Lega fa trapelare il suo stupore e il suo imbarazzo, Tremonti annulla la sua conferenza stampa di presentazione della manovra''. ''In tutto questo, il ministro-segretario del Pdl Alfano, dopo che il vicepresidente del Csm Vietti ha detto che quella norma stravolgerebbe il sistema perché violerebbe il principio di uguaglianza, non batte un colpo - rimarca Finocchiaro - Davvero un bell'inizio per il Partito degli onesti".
Mentre il vicepresidente dei senatori del Partito democratico, Luigi Zanda, annuncia la richiesta all'Autorità Antitrust dell'apertura di un'''istruttoria immediata''.
Durissima anche l'Italia dei Valori. "La banda degli onesti, quella guidata dal ministro dell'ingiustizia Alfano, usa un provvedimento di fondamentale importanza come un cavallo di Troia per introdurre l'ennesima indecente norma ad personam'' scrive senza mezzi termini sul suo blog il presidente dei senatori IdV, Felice Belisario.
E pure il Terzo Polo, con il vicepresidente vicario dei deputati di Fli, Carmelo Briguglio, mette in chiaro: "Dopo quanto accaduto con la norma salva-Fininvest inserita nella manovra economica, Fli e il Terzo Polo non possono avere posizioni tiepide sul conflitto d'interessi''. ''Il Terzo Polo non può essere né tiepido né distante - rimarca - ma anzi molto severo e proporre nell'immediato una nuova legge e in prospettiva l'inserimento in Costituzione di una norma generale contro il conflitto d'interesse che in questi anni, per colpa di Berlusconi, ha avvelenato la vita democratica ed economica del nostro Paese".
