Roma, 6 lug. (Adnkronos) - "Il governo espliciti e si assuma la responsabilità delle ricadute che la manovra avrà sui servizi fondamentali per il paese, sui livelli essenziali della sanità e dell'assistenza sociale, sul trasporto pubblico locale e sulle politiche di sostegno alle imprese e per gli investimenti". E' quanto hanno chiesto il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, il presidente dell'Unione delle Province Giuseppe Castiglione e il vicepresidente dell'Anci Graziano Delrio, nel corso di una conferenza stampa congiunta sulla manovra dopo che l'esecutivo ha annullato l'incontro previsto inizialmente per oggi pomeriggio con le autonomie locali. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha spiegato, anche a nome di Comuni e Province, che "la legge, completamente disattesa, dice che nell'impostazione della manovra i diversi livelli di governo devono confrontarsi. Ciò non solo non è avvenuto ma è stato anche annullato l'incontro previsto oggi". "Ciò conferma il problema degli ultimi tempi ossia che non si riesce ad affermare, e non per nostra responsabilità, il principio della leale collaborazione che è indispensabile a fronte di una manovra così impegnativa per il paese", ha detto Errani. Un primo dato "negativo" è dunque rispetto "alle relazioni tra i diversi livelli istituzionali" ma a ciò si aggiunge "un giudizio molto netto sulla manovra": "Riteniamo - ha detto Errani - che non assicuri la possibilità del governo territoriale e che vanifichi di fatto il percorso del federalismo fiscale". "Chiediamo una radicale modifica con una differenziazione equa delle riduzioni di spesa dei diversi comparti della pubblica amministrazione", ha concluso. Le autonomie locali chiedono poi "un incontro urgente con il presidente del consiglio". Anche il presidente dell'Unione delle Province d'Italia Giuseppe Castiglione ha puntato l'attenzione sulla "mancata concertazione" della manovra. "Avremmo preferito conoscerla preventivamente - ha sottolineato - la leale concertazione avrebbe portato ad un risultato più proficuo". "Si tratta di una manovra pesante - ha aggiunto - che avrà ricadute sui servizi. Domani in Conferenza unificata diremo il nostro 'no' alla manovra e chiediamo un incontro al governo per sottolineare che si sarebbe potuto fare di più se ci fosse stata una consultazione preventiva". Anche per il vicepresidente dell'Anci con delega alla finanza locale Graziano Delrio, c'è stato un "problema di metodo" ma anche nel merito: "Per i comuni - ha osservato - questa manovra è la pietra tombale sul federalismo fiscale che viene totalmente messo in discussione". La posizione di Regioni, Comuni e Province è stata comunicata dal Errani, Delrio e Castiglione in una lettera inviata al premier Silvio Berlusconi e al ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto. Domani Regioni, Comuni e Province nel corso della riunione della Conferenza unificata illustreranno le proprie valutazioni sulle conseguenze della manovra.