Roma, 6 lug. - (Adnkronos) - La Cassazione promette multe salatissime nei confronti di quei padroni che tengono i loro cani legati a catene corte. Un comportamento che la Suprema Corte bolla come ''inutile incrudelimento sui poveri animali''. In questo modo la terza sezione penale ha convalidato una multa di 5 mila euro nei confronti di Giuseppe D., un ultrasessantenne di Mondovi' colpevole di aver tenuto ''senza necessità'' tre cani legati con una catena corta a mezzi in disuso, senza protezione e in un luogo pieno di rifiuti. Come registra Piazza Cavour la catena troppo corta aveva provocato delle abrasioni al collo dei cani. Un comportamento che il Tribunale di Mondovì, il 13 maggio 2010, aveva sanzionato con una multa di 5 mila euro. Inutile il ricorso del proprietario dei cani in Cassazione volto a dimostrare, tra l'altro, che versava in ''stato di necessità'' a causa di fratture che aveva subito e che gli rendevano difficili i movimenti. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Giuseppe D. e, con la sentenza 26368, ha fatto notare che ''a seguito di un sopralluogo era stato accertato che i tre cani erano legati corti alla catena tanto da presentare abrasioni al collo, che l'unico riparo alle intemperie era costituito dalla pala di un trattore''. Insomma, in definitiva la Suprema Corte ha evidenziato che il proprietario dei cani ''aveva incrudelito senza ragioni sui poveri animali''. Bocciata anche la linea difensiva di Giuseppe D. che, per alleggerire le sue colpe, aveva puntato sulle ''menomate condizioni di salute''. Oltre alla multa il signor Giuseppe è stato condannato a pagare le spese processuali e a versare mille euro alla cassa delle ammende per avere fatto perdere tempo alla giustizia. ''Mi fa piacere constatare che in Italia, Paese all'avanguardia dal punto di vista normativo sugli animali domestici, le leggi vengano fatte rispettare e si traducano come in questo caso in sanzioni'', dice il ministro del Turismo Michela Brambilla che sottolinea: "Anche quest'anno abbiamo registrato un calo degli abbandoni, un trend in diminuzione già dal 2010. Insomma, sono lieta del cambiamento culturale che si sta affermando nei fatti nel nostro Paese. Ora l'obiettivo è estendere la stessa tutela a tutti gli animali. Come un cane, anche un elefante non deve essere tenuto legato a una catena. Elefanti e cani hanno gli stessi diritti''. ''Una sentenza giusta, perché tenere un cane legato in quel modo è una barbarie'', commenta Massimo Perla, uno dei più celebri dog trainer del mondo. ''L'animale, impossibilitato a muoversi, diventa tra l'altro più aggressivo - sottolinea - inoltre può essere neutralizzato facilmente, se l'obiettivo è tenere lontani gli estranei. In questo caso, infatti, un cane è molto più utile in casa che in giardino perché nel momento in cui sente dei rumori strani si mette ad abbaiare avvertendo il padrone che c'è qualcosa di strano. Anche un ladro ci pensa due volte prima di entrare in una abitazione dove c'è un cane, è di certo un deterrente''.