Lega insiste: "No al rifinanziamento delle missioni all'estero". Diplomazie al lavoro
Roma, 6 lug. - (Adnkronos) - La Lega torna a puntare i piedi sull'impegno dell'Italia nelle missioni all'estero. A quanto si apprende da fonti della maggioranza, il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli avrebbe inviato una lettera a palazzo Chigi per sottolineare l'inopportunità di esaminare 'fuori sacco' al Cdm di domani il decreto legge sul rifinanziamento delle nostre missioni militari senza un previo confronto con gli alleati.
Il Carroccio chiede un chiarimento politico per ottenere una parola definitiva sul numero dei contingenti impegnati nelle missioni internazionali. A quanto si apprende, in queste ore le diplomazie sono al lavoro per venire incontro alle richieste della Lega e trovare una soluzione che serva a superare l'impasse attuale, scongiurando nuove tensioni all'interno della coalizione. Non si esclude che domani possa essere affrontata la questione anche in una riunione prima del Consiglio dei ministri.
Oggi il Consiglio supremo di Difesa si è riunito al Quirinale sotto la presidenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. "Di concerto con le istituzioni internazionali" e tenendo conto "degli sviluppi sul terreno", si può ipotizzare una "ridefinizione" dei contingenti militari italiani impegnati nelle missioni all'estero, ha detto il Consiglio nelle sue conclusioni.
Alla riunione hanno preso parte il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il ministro degli Esteri Franco Frattini, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il ministro dell'Interno Roberto Maroni, il ministro per lo Sviluppo economico Paolo Romani, il Capo di Stato Maggiore della difesa, generale Biagio Abrate, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra, il Segretario del Consiglio supremo di difesa, generale Rolando Mosca Moschini.
Il Consiglio ha fatto il punto della situazione internazionale, esaminando gli impegni operativi delle Forze Armate nei diversi teatri e la possibilità di una loro "ulteriore qualificazione che consenta al nostro Paese di mantenere, anche a fronte di una ridotta disponibilità di risorse finanziarie, il ruolo cruciale che esso attualmente svolge a sostegno della sicurezza e della stabilità internazionale, in risposta a minacce, rischi e responsabilità cui l'Italia non può sottrarsi, ma che deve concorrere ad affrontare anche a tutela dei propri interessi strategici".
Il Consiglio, "nel rivolgere il proprio apprezzamento e partecipe omaggio ai militari e civili italiani impegnati con convinzione e spirito di sacrificio nelle missioni internazionali", ha convenuto sull'opportunità di procedere, "di concerto con le Istituzioni internazionali e tenuto conto degli sviluppi sul terreno, ad ogni possibile ridefinizione dei nostri contingenti. La ricerca di soluzioni concordate - si legge nella nota - sarà ponderata e tempestiva".
"Con riferimento alla crisi libica, che riveste particolare interesse per l'Italia, è stato effettuato - si legge nella nota diffusa dal Quirinale - un punto di situazione sull'andamento delle operazioni in corso e sulle loro prospettive. Al riguardo, è stata sottolineata l'opportunità di valutare, insieme agli alleati, le possibili azioni da intraprendere nella situazione post-conflittuale che tende a delinearsi a conclusione della missione in corso su mandato dell'Onu".
